L’OMOCIDIO DELLA MAMMA CORAGGIO – Indagato anche Perillo, arrestato per pedofilia: è accausato di essere il mandante della barbarie

PORTICI – C’é un quinto indagato nell’inchiesta sull’omicidio di Teresa Buonocore, l’impiegata 51enne uccisa il 20 settembre scorso all’ingresso del porto di Napoli. Si tratta di Enrico Perillo, il geometra condannato a 15 anni di reclusione per le violenze su una delle due figlie della donna; nei giorni scorsi gli era anche stata notificata un’ordinanza di custodia cautelare per la detenzione delle armi e delle munizioni ritrovate dalla polizia nelle ore successive all’omicidio.

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OMICIDIO BUONOCORE – I Pm reputano gravissimi gli indizi a carico dei due presunti killer: alla base di tutto la vendetta. Venerdì Protici ricorderà la sua mamma-coraggio con una fiaccolata

PORTICI – Sono «gravissimi» gli indizi di colpevolezza nei confronti dei due presunti killer di Teresa Buonocore, la donna assassinata una settimana fa all’ingresso del porto di Napoli, ed il movente del delitto è sicuramente «la vendetta». Lo scrive il gip Amelia Primavera nel provvedimento con cui giovedì scorso ha convalidato il fermo di Alberto Amendola e Giuseppe Avolio.

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PER NON DIMENTICARE – La commissione pari opportunità del Comune di Sant’Anastasia dedica a teresa Buonocore gli studi sui reati di violenza sulle donne

SANT’ANASTASIA – La Commissione Pari Opportunità da sempre sensibile ai temi della violenza sulla donna, non può rimanere in silenzio di fronte ai tristi avvenimenti di cronaca nera degli ultimi giorni, solo purtroppo ultimi in ordine di tempo, perché i  mesi scorsi  sono stati particolarmente densi di tali fatti. La vicenda che ha colpito la famiglia Buonocore di Portici, ci ha colpite in modo particolare perché è avvenuto all’ombra del Vesuvio a Portici, cittadina all’avanguardia sotto molti punti di vista e per la tenacia di questa mamma coraggio che ha avuto la forza di denunciare, ha chiesto aiuto ed ha pagato con la vita. Esprimiamo tutta la nostra vicinanza alla famiglia della signora Buonocore, così vigliaccamente e duramente colpita. La gravità dei fatti ci impone degli interrogativi di fronte ai quali anche noi siamo in difficoltà. Stimolare e promuovere il valore e l’importanza della solidarietà attraverso il lavoro di rete che gli organismi di parità presenti ad ogni livello istituzionale devono svolgere non può essere sufficiente. Questi  organi, visto che ci sono,  devono essere messi in condizione, con l’ausilio normativo, di dare qualche certezza in più ai cittadini. Innegabile il lavoro svolto in questi anni dal Ministero Pari Opportunità attraverso l’introduzione del reato di Satking provvedimento che è  risultato non solo una grande novità europea ma anche efficace, restituendo  fiducia ai cittadini nel denunciare, ma non è ancora sufficiente visti i fatti accaduti, occorre un maggiore coinvolgimento della rete degli organismi di parità. Noi Commissioni locali abbiamo la misura del grado di incidenza di questo fenomeno sui singoli territori.

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L’ASSASSINIO DELLA MAMMA CORAGGIO – Confessano i Killer: avrebbero ammazzato la donna per dieci mila euro, da dividersi in due

PORTICI – Alla fine non hanno retto al peso di quell’atroce delitto. Alla fine tra le lacrime hanno confessato tutto agli uomini della omicidi della squadra mobile della Polizia.  Sono crollati durante l’interrogatorio. Uno dopo l’altro, inesorabilmente, hanno confessato le loro colpe nel cuore della notte.

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L’OMICIDIO DELLA MAMMA CORAGGIO – Gli agenti della squadra mobile arrestano gli esecutori materiali dell’omicidio di Teresa Buonocore: si indaga ancora sul movente

PORTICI – Gli agenti della Squadra Mobile della Questura di Napoli hanno arrestato gli esecutori materiali dell’omicidio di Teresa Buonocore. Si tratta di Alberto Amendola 26enne e Giuseppe Avolio, 21enne, destinatari di fermo di pm con l’accusa di omicidio, detenzione e porto illegale di arma da fuoco, relativo munizionamento e spari in luogo pubblico.

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L’OMICIDIO DELLA MAMMA CORAGGIO – L’assassinio di Teresa Buonocore, passa dalla Dda alla omicidi: dietro non c’è la mano della camorra

PORTICI – La città del Granatello, nello sgomento. Teresa, la mamma coraggio trucidata come un boss, la conoscevano in città. Era una persona perbene, una che tirava dritto per crescere le sue bambine, una donna che non ha esitato a denunciare il presunto orco di una delle sue due bambine. La posizione di altre tre persone è al vaglio degli investigatori. Intanto l’inchiesta non è più di competenza della Dda.

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LA TRAGEDIA – Teresa Buonocore fece arrestare lo stupratore di sua figlia, trucidata nella sua auto come un boss

PORTICI – Fece arrestare lo stupratore della figlia, trucidata in auto come un boss. Una donna è stata uccisa a Napoli, nell’area del porto. Lo conferma un medico del 118. La vittima, a quanto si apprende, si trovava a bordo di un’auto, quando è stata colpita da alcuni proiettili, in via Ponte dei Francesi, all’ingresso della città.

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