MAGNANAPOLI – Il Pm D’Onofrio chiede 10 anni di reclusione per Alfredo Romeo e per gli imputati nell’affare sulle gare d’appalto truccate. Sei anni per Enrico Cardillo, Di Mezza e Gambale

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Dieci anni di reclusione sono stati chiesti per l’imprenditore Alfredo Romeo a conclusione della requisitoria al processo, con rito abbreviato, per gli appalti al Comune di Napoli.

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MAGNANAPOLI – Un’altra richiesta di rinvio a giudizio: associazione per delinquere, turbativa d’asta, abuso di ufficio e corruzione

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Il rinvio a giudizio per 16 imputati dell’inchiesta sugli appalti a Napoli è stato firmato dalla Procura della Repubblica. La richiesta è stata firmata dai pm titolari dell’indagine – i sostituti della Dda Vincenzo D’Onofrio, Raffaello Falcone e Pierpaolo Filippelli – e dal procuratore aggiunto Franco Roberti.

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MAGNANAPOLI – Dopo Italo Bocchino, depongono Ciriaco De Mita e don Luigi Merola.

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MagnaNapoli: atto secondo. Dalle dichiarazioni rese ai magistrati, prima di Italo Bocchino (parlamentare di An) e poi dall’ex ministro Fioroni e in ultimo da Ciriaco De Mita, ne esce fuori un Romeo (l’imprenditore finito nel vortice dell’inchiesta Magnanapoli) amico di tutti. Bocchino gli consigliava gli chef da chiamare alle cene di gala e De Mita, invece, lo conosce perché Romeo (indagato anche a Roma) ha sposato una nobile di Nusco, il suo piccolo-grande regno. Ma chi è Romeo?

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