POLITICA E CAMORRA – Atroci i retroscena dell’omicidio del consigliere del Pd Tommasino. In città commissariata la sezione del Pd, tra gli iscritti anche il killer di Gino

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CASTELLAMMARE DI STABIA – Uno dei killer espulso dal partito democratico, la sezione stabiese commissariata. È questa la decisione del senatore Enrico Morando, commissario straordinario del coordinamento provinciale di Napoli. La decisione presa su invito del coordinatore del circolo del Pd di Castellammare, Gaetano Cimmino e di intesa con il segretario Iannuzzi ha portato alla nomina di Paolo Persico come commissario. Membro del collegio regionale dei garanti del Pd ed ex assessore del comune di Boscoreale Persico guiderà la sezione cittadina alle primarie del 25 ottobre, Intanto la scelta del commissariamento era stata preceduta dalla decisione del direttivo regionale di espellere il baby killer Romano, dalla lista.

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GUERRA E PACE – Nel Pd non c’è tregua, si susseguono gli incontri per ricucire gli strappi e vengon fuori i (primi?) nomi per i candidati alla Presidenza della Regione Campania

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Ignazio Marino chiede che il segretario Dario Franceschini mandi un commissario a Napoli per verificare la situazione del tesseramento. Lo dice a Bologna prima di incontrare i suoi sostenitori. “Sento dire che nel giro di poche ore ci sono state 6.000 tessere”. Intanto continuano gli incontri per ricompattare il partito (di Bassolino) ormai allo sbando.

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GLI SCENARI POLITICI – E non chiamateli anti-Nicolais: l’analisi sula situazione provinciale 8e non) del Pd fatta da Simona Brandolini

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da www.corrieredelmezzogiorno.it Non chiamateli anti-Nicolais, per carità. Nessuno è contro l’ex ministro (davvero?). Diciamo solo che se primarie devono essere che siano almeno vere. Con più candidati. Così, per evitare una campagna elettorale «moscia», le truppe democratiche si stanno attivando su più fronti.

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LA CAPORETTO DEL PD – Tra sante alleanze, fusioni e vecchi accordi. Bassolino tira le file, D’Alema punta su Napoli e i vecchi democristiani, si guardano intorno

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La Caporetto del Pd è in Campania. È qui più che altrove, infatti, che si manifestano le tante (troppe) anime di un partito che non ha neè testa né coda. E dopo le dimissioni di Walter Veltroni, arrivano le prime chiarificazioni, i primi accordi e quasi i primi scenari di una politica che sarà.

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Idv e Rifondazione “lasciano” la Campania di Bassolino. Enrico Morando (Pd): “Al centro sinistra compreso Udc e Rifondazione, serve un nome forte e unitario”. Ci sarà?

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Tutto in alto mare. Tutto, ancora, in via di definizione. Se, infatti, il Pdl il nome di  un candidato (solo formalmente accettato da tutti) per le prossime elezioni Provinciali l’ha fatto, il Pd brancola ancora nel buio. Nel frattempo, però, si sfaldano i vecchi accordi mai stati saldi con Rifondazione e con Italia dei Valori.

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Pd, Veltroni pone il veto: Bassolino resta, chiudere i ponti con Caruso e Mastella

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Il governatore della Campania Antonio Bassolino deve andare avanti con la sua amministrazione «a condizione» che da parte sua ci sia «una forte innovazione nella squadra e nei contenuti». Ma Bassolino non lascia e continua il mandato “spodestato” e “privato” dei suoi poteri decisionali.

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Pd: Bassolino delegittimato nelle decisioni, ma resta a capo della Regione. Walter Veltroni a Il Mattino: “Consapevoli della crisi, daremo risposte certe”

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Antonio Bassolino: degradato. Rosa Russo Iervolino: “lasciata fare perché onesta”. Il Pd (non solo) in Campania sta attraversando un periodo buio. “Siamo pienamente consapevoli della crisi, anche politica, di questo territorio e vogliamo dare risposte concrete”.

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