CAPODANNO INSANGUINATO – Sul primo delitto dell’anno ancora troppi misteri: Giovanni Conte, originario di Ponticelli, non doveva morire ma qualcosa è andato male. Si indaga a 360°

E’ il primo omicidio del 2011, perché per certi “affari” non viene lasciato spazio ai festeggiamenti, vanno risolti subito! Così si apre l’anno a Ponticelli, periferia orientale di Napoli, dove un uomo, Giovanni Conte, viene assassinato circa mezz’ora dopo la mezzanotte; mentre rientrava nella sua abitazione di Via Mario Palermo.

I killer, presumibilmente due stando alle prime ipotesi, lo colpiscono con una serie di colpi, il quarantenne in questione, con piccoli precedenti penali alle spalle, non ha il tempo di rendersene conto e muore sul colpo. Forse non volevano ammazzarlo, ma solo ferirlo alle gambe per “dargli una lezione”. Accorrono polizia e carabinieri, interviene il 118, ma per Conte non c’è più nulla da fare. Sul posto decine di occhi indiscreti assistono all’ accaduto, nessuno parla. Le forze armate dunque, effettuano i primi rilievi cercando di capire la dinamica dell’ omicidio, ma sono pochi finora gli elementi a disposizione, niente per adesso può far risalire ai due killer; la polizia scientifica ha rinvenuto alcuni bossoli per terra, è stato anche ipotizzato che la vittima fosse stata chiamata per nome dai suoi sicari e abbia quindi potuto vedere i loro volti, ma questo non riusciremo mai a saperlo. È chiaro che dai primi elementi e dalle modalità dell’ agguato, le indagini siano indirizzate verso la possibilità di un omicidio di camorra, è probabile infatti che questo del 2011 possa essere collegato all’ ultimo del 2010, avvenuto però a Miano e dove a perdere la vita è stato Patrizio Palumbo, ritenuto appartenente al clan Lo Russo (in declino dopo l’inaspettato passaggio a collaboratore di giustizia del padrino); difficile stabilire se i due fatti siano tra loro collegati, anche perché Giovanni Conte non era considerato affiliato a nessun clan, ma gli inquirenti non escludono nessuna ipotesi. Il pm per ora ha disposto l’autopsia sul cadavere per avere maggiori elementi dell’ accaduto.

Valentina Ferrante

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