LA RESTAURAZIONE A TEATRO – A San Giorgio a Cremano, Gennaro Francione mette in scena i “misteri” di Goya

SAN GIORGIO A CREMANO – La Fondazione Lèonide Massine, in collaborazione con la Compagnia de L’Essenza, presentano al Teatro Sanacore di largo Arso a San Giorgio a Cremano “Goya, la quinta del sordo- psicosi saturnina del pittore nero Goya” di Gennaro Francione.  Ci troviamo nei primi anni del 1800, in pieno clima di restaurazione monarchica da parte di Ferdinando VII.

La situazione a corte diviene precaria tanto che Goya deve discolparsi anche di fronte al tribunale dell’Inquisizione per alcune sue pitture religiose. Decide pertanto di ritirarsi nella sua casa di campagna, oltre il Manzanarre, che il popolo battezzò la “Quinta del sordo” e di cui decorò le pareti con quelle che vennero chiamate le “Pitture Nere”, immagini ossessive degli incubi che abitavano la sua mente angosciata. Ed è qui che noi lo troviamo. Sordo, quasi cieco, ma sempre VIVO. La sua anima sente molto più delle sue orecchie. Inizia così un intimo dialogo con se stesso e con le ragioni più profonde della sua ARTE. Voci irridenti gli confondono la mente. La presenza del feticcio della madre lo riporta a quei valori “bambini” a cui lui ha sempre teso. Ma la vita è ben altra cosa. Gli uomini sono ben altra cosa. E, dunque. anche la sua arte è ALTRA cosa. Fra domande che non trovano risposte e risposte che non meritano domande, fra tele, colori, e suoni dell’anima, in scena appaiono e prendono vita i suoi quadri animati dai corpi sinuosi di femmine provocanti. Su di tutti la MADRE che, ora mamma ora demone, lo condurrà in un viaggio fra incubi, streghe, incertezze e fantastici dolci suoni colorati di gioia .  Lo spettacolo si propone di raccontare, in un linguaggio di teatro totale (parola, danza, musica e videoproiezioni), l’inquieta figura del grande pittore spagnolo Francisco GOYA.  Particolare attenzione sarà posta alla crisi artistica ed esistenziale dell’artista che dal reale lo portò alle forme dell’irrazionale e del mostruoso preromantico lungo i percorsi della follia e della magia. Un percorso con cui la ricerca artistica deve pur sempre confrontarsi, soprattutto in un periodo storico in cui l’attenzione alla banalità supera di gran lunga quella all’ESSENZA delle cose. Per non dimenticare il magnifico “mostro” che è in noi. Dal 2 al 6 gennaio 2011, ore 21.00

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