SULLA QUESTIONE FIAT – Il consigliere regionale de la Destra Carlo Aveta, bacchetta la Fiat: “Devono stare dalla parte della gente, senza gli aiuti del Governo e quindi dei contribuenti, la Fiat avrebbe chiuso

“La Fiat dovrebbe ringraziare l’Italia”. E’ quanto afferma il consigliere regionale de ‘La Destra’ Carlo Aveta in merito alle dichiarazioni dell’amministratore delegato del Lingotto Sergio Marchionne. “L’azienda torinese dovrebbe mostrare lo stesso senso di responsabilità che hanno avuto gli operai Fiat di Pomigliano d’Arco. Marchionne parla che senza l’Italia la Fiat farebbe di più, ma dimentica che se la Fiat negli anni è diventata una multinazionale lo deve esclusivamente agli aiuti ricevuti con i fondi pubblici”. “Senza questi fondi – sottolinea Aveta – l’azienda sarebbe già fallita. Gli utili, poi, dei quali Marchionne si vanta sono stati sempre divisi tra i soci, mentre il riparto delle perdite, tra debiti e cassa integrazione, ha gravato interamente sulla collettività. E’ fondamentale, in questo senso, che dopo la deroga al contratto nazionale firmata per lo stabilimento di Pomigliano, la Fiat pensi anche ad una ripartizione degli utili tra i dipendenti dell’azienda, in modo da far partecipare anche i lavoratori alla gestione della stessa.

 Questa straordinaria idea di partecipazione, da sempre riconducibile alla destra sociale, sembra ormai l’unica vera via d’uscita contro la crisi mondiale ed il sistema lavoro dei paesi emergenti. Qualora non dovesse accadere, ancora una volta la Fiat finirebbe per lucrare, in deroga alle leggi nazionali e allo statuto dei lavoratori. Il Lingotto ha sempre preteso molto dalla nazione, ora l’Italia tutta gliene chiede il conto: dimostri senso di responsabilità e gratitudine”.

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