CONTRO LA CAMORRA – A Ercolano i commercianti denunciano il racket e si costituiscono parte civile contro i clan Ascione-Papale e Birra-Iacomino

ERCOLANO  – Ventitré commercianti vittime di estorsioni si sono costituiti parte civile nell’udienza preliminare, che si svolge davanti al gup Marcella Suma (che ha accettato la «costituzione»), nella quale sono imputati 41 presunti affiliati alle cosche ercolanesi Iacomino-Birra e Ascione-Papale. Analoga richiesta è stata avanzata dal Comune di Ercolano e dalle associazioni Sos impresa ed Ercolano per la legalità.  

 «È un fatto eccezionale», ha commentato Silvana Fucito, coordinatrice delle associazioni antiracket, «perché oltre 40 imprenditori hanno denunciato le estorsioni subite, segnando una vera e propria rivoluzione copernicana. Molti di loro oggi sono qui in aula, e hanno deciso di costituirsi parte civile. Ercolano non ci sta, e dice con forza il suo no al racket, dando esempio e coraggio a tante altre vittime di racket. Devono trovare la forza di denunciare, perché non resteranno sole». L’inchiesta, coordinata dal pm, Pierpaolo Filippelli, consentì di fare luce su una sessantina di richieste estorsive rivolte ai commercianti di Ercolano. L’udienza si svolge a porte chiuse, mentre fuori dall’aula stazionano decine di familiari degli imputati, tenuti d’occhio con attenzione dalle forze dell’ordine.

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