OMICIDIO BUONOCORE – I Pm reputano gravissimi gli indizi a carico dei due presunti killer: alla base di tutto la vendetta. Venerdì Protici ricorderà la sua mamma-coraggio con una fiaccolata

PORTICI – Sono «gravissimi» gli indizi di colpevolezza nei confronti dei due presunti killer di Teresa Buonocore, la donna assassinata una settimana fa all’ingresso del porto di Napoli, ed il movente del delitto è sicuramente «la vendetta». Lo scrive il gip Amelia Primavera nel provvedimento con cui giovedì scorso ha convalidato il fermo di Alberto Amendola e Giuseppe Avolio.

Per l’omicidio sono indagati a piede libero con l’accusa di concorso in omicidio Lorenzo Perillo e Patrizia Nicolino, fratello e moglie di Enrico Perillo, l’uomo condannato a 15 anni di reclusione per la violenza su una delle figlie di Teresa. Nessun dubbio, secondo il giudice, che il movente dell’omicidio sia proprio la volontà di punire la donna, parte civile al processo di primo grado e pronta a dare battaglia anche in appello. Restano però ancora molti punti da chiarire, a cominciare dalle dichiarazioni discordanti di Amendola ed Avolio sul ruolo dei presunti mandanti; proprio i punti oscuri hanno indotto nei giorni scorsi il pm Danilo De Simone e l’aggiunto Giovanni Melillo a non estendere il fermo anche a Lorenzo Perillo e alla cognata, che è medico. Nelle prossime ore, intanto, i magistrati sentiranno Flora Scognamiglio, la mamma di Giuseppe Avolio che domenica notte si è lanciata dal balcone della sua abitazione a Portici. Grazie ad una tettoia che ha attutito la caduta, la donna ha riportato solo la frattura di una tibia. Il suo interrogatorio è un mero scrupolo investigativo da parte degli inquirenti, orientati a ritenere che si sia trattato solo di un gesto dettato dallo sconforto. Più difficile, invece, inquadrare l’altro episodio avvenuto in concomitanza con il caso Buonocore, l’esplosione di una bomba davanti a un ufficio postale privato che Lorenzo Perillo gestisce a Pozzuoli. L’esplosione è avvenuta nella notte tra venerdì e sabato scorsi; secondo gli accertamenti compiuti dalla polizia, pur avendo subito ricevuto sul cellulare la chiamata dell’allarme automatico, il titolare ha lasciato passare molto tempo prima di andare a verificare che cosa fosse accaduto. La denuncia al commissariato è stata sporta da un terzo fratello Perillo, che in un primo momento non aveva fatto riferimento all’omicidio in cui Lorenzo è coinvolto. Oggi gli agenti hanno acquisito il filmato girato da una telecamera a circuito chiuso, che potrebbe rivelarsi utile per le indagini. Venerdì prossimo dal centro cittadino muoverà una fiaccolata per dimostrare il no alla violenza e la vicinanza di una intera cittadina alla famiglia della mamma coraggio, barabaramente massacrata nella sua auto.

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