L’OMICIDIO DELLA MAMMA CORAGGIO – Gli agenti della squadra mobile arrestano gli esecutori materiali dell’omicidio di Teresa Buonocore: si indaga ancora sul movente

PORTICI – Gli agenti della Squadra Mobile della Questura di Napoli hanno arrestato gli esecutori materiali dell’omicidio di Teresa Buonocore. Si tratta di Alberto Amendola 26enne e Giuseppe Avolio, 21enne, destinatari di fermo di pm con l’accusa di omicidio, detenzione e porto illegale di arma da fuoco, relativo munizionamento e spari in luogo pubblico.

Nel corso delle indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica del Tribunale di Napoli, a Portici, in un’area di rimessaggio di auto in via Madonnelle, la polizia ha trovato un vero e proprio arsenale di pertinenza dei Perillo. Sono state sequestrate 5 pistole di vario calibro, 2 pistole mitragliatrici, 2.632 cartucce di vario calibro, di cui numerose a palla blindata, perforanti ed a pallettoni, 2 giubbotti antiproiettili, 18 caricatori, 6 valigette per armi, 3 fondine e materiale relativo alla custodia delle armi. Sono ad una svolta le indagini sull’uccisione della 51enne Teresa Buonocore, di Portici, avvenuta in un agguato alla periferia orientale di Napoli. Esclusa l’ipotesi della matrice camorristica, formulata in base alla dinamica del delitto, gli inquirenti sono infatti convinti che l’uccisione della donna sia collegata alla sua testimonianza al processo contro Enrico Perillo, geometra 53enne attualmente in carcere, condannato nei mesi scorsi in primo grado a 15 anni di reclusione per presunti abusi nei confronti della figlia più piccola della Buonocore che all’epoca dei fatti aveva otto anni. La polizia, eseguendo il provvedimento emesso dal procuratore aggiunto Giovanni Melillo e dal pm Danilo De Simone, ha arrestato Alberto Ammendola (tatuatore di Portici) con un precedente per detenzione illegale di armi e munizioni e un suo presunto complice Giuseppe Avolio. Il tatuatore porticese, era stato arrestato nel 2008 perché la polizia aveva trovato nella sua bottega un revolver e decine di munizioni di vario calibro. Per quella vicenda, il giovane ha patteggiato la pena di un anno e mezzo di reclusione. Un fratello di Alberto ieri si è presentato al commissariato di San Giovanni a Teduccio per denunciare il falso furto del ciclomotore usato per l’agguato. Una denuncia che ha insospettito gli investigatori anche perchè è stato accertato che Alberto Amendola conosceva Patrizia Nicolino, la moglie di Enrico Perillo, medico radiologo e titolare di un centro specialistico a Portici. Quest’ultima, il marito detenuto e Lorenzo Perillo, fratello del presunto pedofilo, al momento sono indagati. Lorenzo Perillo è un esponente del Pdl porticese e alle ultime elezioni amministrative (candidato con l’onorevole Marcello Di Caterina a sindaco) nelle ultime elezioni al consiglio comunale di Portici fu candidato, non eletto, nelle liste del Pdl. L’avvocato Francesco Miraglia, del foro di Modena, che assiste sia il detenuto sia il fratello, ha sottolineato in questura che anche Enrico Perillo è indagato «come atto dovuto». “Enrico Perillo è stato descritto come un orco, ma anche lui, come tutti i cittadini, non può essere considerato colpevole prima del terzo grado di giudizio” ha detto  il penalista. Infine, l’avvocato Miraglia ha chiarito che l’omicidio per il quale Perillo fu condannato negli anni scorsi “avvenne quando era giovanissimo e durante una rissa”. Gli interrogatori proseguiranno in questura ancora a lungo e non si esclude l’adozione di nuovi provvedimenti da parte degli inquirenti. Teresa Buonocore non c’è più e a prendersi cura delle sue figlie, ci ha pensato in primis il sindaco Enzo Cuomo che con la sua giunta ha fatto partire una gara di solidarietà e l’istituzione di borse di studio per seguire la crescita delle ragazzine.

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