L’OMICIDIO DELLA MAMMA CORAGGIO – L’assassinio di Teresa Buonocore, passa dalla Dda alla omicidi: dietro non c’è la mano della camorra

PORTICI – La città del Granatello, nello sgomento. Teresa, la mamma coraggio trucidata come un boss, la conoscevano in città. Era una persona perbene, una che tirava dritto per crescere le sue bambine, una donna che non ha esitato a denunciare il presunto orco di una delle sue due bambine. La posizione di altre tre persone è al vaglio degli investigatori. Intanto l’inchiesta non è più di competenza della Dda.

Il fascicolo è passato al procuratore aggiunto Giovanni Melillo, che coordina la sezione Criminalità comune della Procura. Ciò significa che sono emersi elementi tali da far inquadrare il caso non più come un agguato di tipo camorristico, ma come un omicidio maturato in altri ambienti. La Buonocore negli anni scorsi aveva denunciato una violenza sessuale subita da una delle figlie e il presunto pedofilo, Enrico Perillo, lo scorso 9 giugno era stato condannato a 15 anni di reclusione. In questo momento il procuratore aggiunto Melillo è in Questura dove sta interrogando alcune persone. Non si esclude anche se non vi è nulla di ufficiale che il caso sia stato risolto e che presto si conosceranno i particolare sul movente e l’identità degli assassini.

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