OMICIDIO TOMMASINO – A seguito delle indagini finisce in manette per usura Olga Acanfora, presidente del Gruppo piccola Industria dell’ Unione Industriali di Napoli

L’ imprenditrice Olga Acanfora, 53 anni, presidente del Gruppo piccola Industria dell’ Unione Industriali di Napoli e prima donna al vertice dell’associazione, è stata arrestata dagli agenti della Questura di Napoli con l’ accusa di estorsione aggravata nell’ ambito delle indagini per l’omicidio del consigliere comunale di Castellammare di Stabia, Gino Tommasino, ucciso nel febbraio del 2009.

Il provvedimento è stato emesso su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli. La Acanfora, con la mediazione di Tommasino, consigliere comunale del Pd, avrebbe, tra la metà del 2008 e gli inizi del 2009, chiesto l’ intervento del clan D’ Alessandro attivo a Castellammare di Stabia, per estorcere la riduzione dei costi di lavori professionali prestati per la ristrutturazione della sua azienda. Il professionista, infatti, aveva presentato una parcella di 400 mila euro. Il clan gli impose di dimezzarla. L’architetto, che in un primo momento aveva rifiutato di sottostare all’imposizione, il giorno dopo l’assassinio di Tommasino contattò gli intermediari del clan ed accettò la riduzione dell’importo a 200 mila euro. In cambio, la Acanfora avrebbe versato al clan D’Alessandro 15 mila euro. Acanfora, amministratrice dell’associazione «Meta Felix» e componente del cda del Centro di medicina psicosomatica di Castellammare di Stabia, con interessi anche nel settore immobiliare, era stata eletta al vertice del gruppo piccola industria di Confindustria Napoli il 23 luglio 2009. Sposata, due figli, è il primo presidente donna del gruppo piccola Industria. Il consigliere comunale di Castellammare di Stabia Luigi Tommasino, 43 anni, del Pd, fu ucciso il 3 febbraio 2009, nei pressi di casa, mentre era in auto con il figlio piccolo, da sicari ritenuti affiliati al clan D’ Alessandro. Il movente dell’omicidio sarebbe stata una somma di denaro non restituita al clan. Uno dei sicari, Catello Romano, 19 anni, era iscritto alla stessa sezione del Pd di Tommasino. Le indagini per l’omicidio del consigliere comunale hanno portato all’arresto di Salvatore Belviso, ritenuto il braccio destro del boss Vincenzo D’ Alessandro. Già nell’ottobre del 2009 la Acanfora fu ascoltata come persona informata dei fatti su un giro di false fatturazioni. Poi ad un certo punto, la sua veste cambiò: da teste potenziale a indagata. Allora la donna ricopriva l’incarico di vicepresidente dell’unione industriali di Napoli, rappresentante per Palazzo Partanna della sezione Sanità. Successivamente venne iscritta nel registro degli indagati nel corso delle indagini sulla morte del consigliere comunale di Castellammare di Stabia Tommasino. Sono quattro, in totale, le ordinanze di custodia cautelare in carcere eseguite. Le misure restrittive sono state disposte, oltre che per Olga Acanfora, anche per Sergio Mosca, pregiudicato di 52 anni, già detenuto e ritenuto elemento di spicco del clan D’Alessandro, Maio di Massimo, architetto di 51 anni e Alfonso Di Vuolo, imprenditore di 38 anni.

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