LA GUERRA ALLA CAMORRA – La squadra Mobile di Napoli arresta il boss degli Scissionisti. In manette Cesare Pagano e suo nipote Carmine

La maglietta che indossa nelle foto segnaletiche dopo l’arresto, ne tradiscono il carisma. Pagano, il capo del braccio amrato degli Scissionisti di Secondigliano, infatti con Steve McQueen non c’entra nulla. Preso il superboss degli «scissionisti», l’uomo che dopo la cattura di Raffaele Amato guidava il gruppo che aveva ingaggiato la sanguinosa faida con il clan Di Lauro.

La squadra mobile di Napoli, infatti, ha arrestato a Licola,sul litorale flegreo, Cesare Pagano, latitante da un anno. Non era mai stato arrestato in precedenza e le forze dell’ordine non disponevano neppure della sua foto segnaletica. Pagano era nascosto in una villa a poca distanza dalla spiaggia, insieme con due guardaspalle, il nipote Carmine, soprannominato «Angioletto», anch’egli latitante, ed il genero. La polizia ha circondato l’abitazione ed ha fatto irruzione, sparando colpi di pistola in aria, a scopo intimidatorio. I tre non hanno opposto resistenza.  Cesare Pagano era latitante dal maggio 2009, quando era riuscito a sfuggire alla cattura in occasione di un’operazione della polizia che portò all’arresto del cognato, Raffaele Amato. I due sono considerati i capi del clan degli «scissionisti» che nel biennio 2004-2005 diede vita con il clan Di Lauro alla faida di Scampia, per il controllo della più grande piazza di spaccio d’Europa, che provocò una settantina di morti. Da quello scontro gli «scissionisti» uscirono vincitori e presero il sopravvento sugli avversari nel controllo delle attività criminose, in particolare dello spazio di droga, in tutto il quartiere di Secondigliano. Pagano era ricercato con le accuse di associazione per delinquere di tipo mafioso e traffico internazionale di stupefacenti.

l’Ora Vesuviana on-line

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