LA “MALEDIZIONE DI SAN GENNARO” – Il Cardinale Crescenzio Sepe, finisce nel registro degli indagati per l’inchiesta sui Grandi Eventi e Propaganda Fedis

Nata da un filone delle indagine sull’urbanizzazione di un’area alla periferia di Firenze, l’inchiesta sui Grandi eventi è arrivata anche a lambire gli ambienti del Vaticano, e ha coinvolto funzionari pubblici, politici, la protezione civile, imprenditori, professionisti, ex e attuali ministri e un cardinale.   

Secondo i magistrati, al centro ci sarebbe una serie dicorruzioni, che si sarebbero concretizzate soprattutto con un continuo scambio di piccoli e grandi favori: dall’aggiudicazione di appalti milionari all’acquisto di case a prezzi di comodo, all’intervento gratuito dell’idraulico per aggiustare lo sciacquone di casa. In pratica, quello che il gip di Firenze ha definito ‘sistema gelatinoso’.    I primi arresti per l’inchiesta sui Grandi eventi sono scattati il 10 febbraio scorso quando, con l’accusa di corruzione, su ordinanza del gip di Firenze, sono finiti in carcere il presidente del Consiglio superiore dei lavori pubblici, Angelo Balducci, il provveditore alle opere pubbliche della Toscana, Fabio De Santis, un funzionario del dipartimento per lo sviluppo e la competitività del turismo, Mauro Della Giovampaola, e l’imprenditore Diego Anemone. Fra gli altri indagati, anche il capo della protezione civile, Guido Bertolaso, e il coordinatore del Pdl Denis Verdini.    Subito dopo gli arresti, la parte principale dell’inchiesta é stata stramessa a Perugia, per competenza. Ieri, a quattro mesi di distanza, i magistrati umbri hanno notificato avvisi di garanzia al cardinale Crescenzio Sepe e all’ex ministro Pietro Lunardi. Nel frattempo le indagini perugine avevano portato a richieste di arresto – respinte dal gip – anche per l’ex commissario dei mondiali di nuoto a Roma Claudio Rinaldi, per il commercialista Stefano Gazzani e l’architetto Angelo Zampolini. Conseguenza delle indagini perugine, anche le dimissioni, il 4 maggio, del ministro Claudio Scajola (non indagato) che, secondoi magistrati, sarebbe proprietario di una casa, con vista sul  Colosseo, pagata anche grazie ad assegni riferibili ad Anemone. Proprio su una lista di lavori eseguiti dalle aziende dell’imprenditore si è concentrato a lungo il lavoro dei pm.   Vicende legate all’affitto o all’acquisto di case e palazzi avrebbero coinvolto, secondo la procura di Perugia, anche Bertolaso, Lunardi e il cardinale Sepe. Quest’ultimo fino al 2006 è stato alla guida di Propaganda Fide, dicastero della Santa Sede che gestisce un ingente patrimonio immobiliare. Secondo i magistrati, Bertolaso sarebbe stato ospite di una casa di Propaganda Fide, mentre Lunardi ne avrebbe acquistata uno a prezzo di favore. I magistrati sospettano che alcune operazioni di gestione del patrimonio di Propaganda Fide possano essere state funzionali a scambi di favori e interessi, che coinvolgerebbero anche Anemone e Balducci.    Intanto, anche la procura di Firenze ha continuato a indagare. Nell’ambito dell’indagine sull’appalto scuola marescialli, il 4 marzo il gip ha firmato nuove ordinanze di custodia cautelare per De Santis e Balducci, e ha ordinato gli arresti dell’imprenditore Francesco Maria de Vito Piscicelli e dell’avvocato Guido Cerruti, respingendo invece la richiesta di carcere per l’imprenditore fiorentino Riccardo Fusi.   Il 15 giugno, per Balducci, De Santis e Cerruti si è aperto a Firenze il processo con rito immediato (Piscicelli ha optato per l’abbreviato, prima udienza a settembre). Ma è stata una falsa partenza. Cinque giorni prima, la Cassazione aveva chiesto il trasferimento degli atti a Roma. L’ultima parola sulla competenza territoriale la dirà il tribunale di Firenze: il 6luglio deciderà se il filone fiorentino deve rimanere in Toscana o traslocare a Roma, dove la procura ha già aperto un ascicolo. Ma su diversi filoni dell’inchiesta potrebbero indagare anche altre procure: quella dell’Aquila, per esempio, é già al lavoro. Sepe in Conferenza Stampa si difende: “Tutto è stato fatto nella massima trasparenza”

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