STORIE DI SPORT E DI VITA – Fabio Marinaro, l’orgoglio contro il pregiudizio e le vittorie nello sport

SAN SEBASTIANO AL VESUVIO – Ci sono persone che hanno vissuto delle esperienze di vita a dir poco straordinarie, vite, evitando ogni retorica, che acquistano la dimensione di esempio. Questo è il caso della storia personale di Fabio Marinaro, ventottenne disabile sansebastianese che di giorno lavora come istruttore in palestra e la sera è il barman freestyle nel locale di famiglia.

 La vita di Fabio cambia quando compie sei anni, età in cui gli viene diagnosticato un tumore alla coscia. In seguito a numerose visite mediche, sostenute anche all’estero, i suoi genitori decidono di sottoporre il loro bambino ad un intervento di giro plastica alla gamba con amputazione della coscia, Fabio è il primo bambino in Italia a sottoporsi ad una operazione del genere e terzo bambino in tutta Europa. L’intervento riesce e dopo terapie e diversi controlli Fabio riprende a camminare, a correre e non solo. Infatti dopo un anno dall’operazione comincia a nuotare nonostante qualche struttura sportiva avesse rifiutato di ammettere alle proprie attività un bambino disabile. Non solo il nuoto ma anche Basket e ginnastica artistica riempiono le ore di Fabio. La sua grande passione, però, è il calcio, sport praticato a livelli professionistici arrivando a giocare come portiere, fino alla serie C, nella squadra locale di calcetto. Passione, quella per il calcio, coltivata fino a quando Fabio decide di abbandonare i campetti di erbetta sintetica e di dedicarsi all’allenamento in palestra. Ed ecco che si arriva al suo esordio – poche settimane fa – in una competizione di body building per esordienti di livello regionale, in cui Fabio, unico disabile in competizione, non riesce per un soffio a saliere sul podio piazzandosi quarto. “Spesso – ha affermato Fabio Marinaro – mi è capitato di incontrare dei coetanei disabili che si rifiutano di andare al mare perché hanno dei problemi fisici. Infondo – ha continuato con un tono di ironia – quello che ci manca è solo una gamba. Mi auguro che tanti giovani che hanno i miei stessi problemi fisici possano trovare la forza, come ho fatto io, di sorride alla vita e di riuscire a mettersi sempre alla prova cercando di superare i piccoli e grandi ostacoli che ci si pongono davanti ogni giorni”.

Salvatore Esposito

redazione@loravesuviana.it

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