IL PRG E LE POLEMICHE – Dopo il caso sollevato dall’ex sindaco (Pd) Ciro Maglione, il WWf e Italia Nostra chiedono il ritiro delle varianti al Prg: “Sono norme che contrastano con le leggi nazionali in materia urbanistica”

CERCOLA –  “La variante al Prg è piratesca, totalmente illegittima, sbagliata nel metodo e nel merito”. Non usa mezze parole Ciro Maglione, ex sindaco e rappresentante del Pd locale, per commentare la variante semplificata delle norme tecniche di attuazione del Piano regolatore generale vigente pubblicata dalla giunta comunale.

 Come lui la pensano gli organismi che stanno depositando le osservazioni alla variante: Italia Nostra, Wwf, “Terra!” e “Sebeto”. Tutti e quattro chiedono il ritiro o la revisione sostanziale della proposta. Per il Wwf essa condurrebbe “alla distruzione incondizionata del patrimonio rurale di pregio del Comune di Cercola”, nella relazione di Italia Nostra si sottolinea invece che “contrasta sensibilmente con le norme di legge statale e regionali cui il PRG è sottoposto determinando una violazione delle stesse”. Il cuore della variante è la modifica delle destinazioni d’uso ammesse nelle zone C. Secondo il Prg redatto nel 1998 dall’amministrazione Maglione, nelle zone C si possono realizzare attrezzature di pubblica utilità come scuole, parcheggi, chiese, centri culturali e sociali, ospedali, ambulatori, palazzetti dello sport, servizi della pubblica amministrazione. Con la variante le funzioni previste sarebbero anche di natura terziaria privata: bar, ristoranti, locali notturni, strutture alberghiere, palestre, sportelli bancari, uffici professionali. Il rischio, si legge nel documento di Italia Nostra, è che “la realizzazione di immobili a destinazione terziaria potrà determinare esclusivo vantaggio per la rendita fondiaria nelle aree interessate a discapito dell’ interesse collettivo”. Un’ altra minaccia alla tutela del territorio, fanno notare Maglione ed il Wwf, è la possibilità di realizzare “attrezzature per la produzione agricola” ed “impianti produttivi” nei parchi agricoli che hanno il loro baricentro nelle masserie Rota e Pironti. “E’ in contrasto con l’ art.12 del Piano Territoriale Paesistico dell’ area del Vesuvio (“è vietato qualsiasi intervento che comporti incremento dei volumi esistenti”) e con la normativa contenuta nel Piano Territoriale Regionale” contesta Maglione “gli illeciti non sono finiti qua poichè secondo l’art. 24 della legge regionale 16/2004 non è consentito fare modifiche al Prg, ma solo al Piano Urbanistico Comunale (PUC), ed ancora, nella proposta di delibera della giunta comunale si dichiara che la variante è frutto dell’ adeguazione del Prg al Piano Strategico Operativo (P.S.O.) ed al Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale (P.T.C.P.). Ebbene, entrambi gli strumenti non sono ancora vigenti. Invito l’amministrazione a ritirare questa delibera illegittima e ad aprire un confronto per l’adozione di un PUC così come prevede la legge”.

Ilaria Campanile

l’Ora Vesuviana on-line

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