LA CRISI ALLA FIAT – Fumata nera, ma niente accordo: le proposte dell’azienda al vaglio delle sigle sindacali e dei lavoratori

POMIGLIANO D’ARCO – Dopo circa nove ore di trattative sullo stabilimento di Pomigliano, Fiat e sindacati hanno deciso di rivedersi venerdì pomeriggio a Roma. L’azienda ha presentato alle organizzazioni dei lavoratori un testo che potrebbe diventare una bozza di accordo. I sindacati hanno deciso di discuterne all’interno delle proprie organizzazioni in riunioni dei delegati e delle rappresentanze sindacali.

 «Ci hanno consegnato un documento – ha spiegato Bruno Vitali, coordinatore nazionale auto della Fim – e abbiamo concordato con l’azienda di prenderci due giorni per discutere al nostro interno. Ci rivedremo venerdì pomeriggio a Roma». Un confronto molto importante, quello iniziato all’Unione industriali di Torino, su cui si giocano le stesse prospettive di continuità dello stabilimento, che occupa circa 5.000 addetti. «Il clima è da accordo separato, le obiezioni della Fiom non sono compatibili con le esigenze dell’azienda di effettuare investimenti in Italia» aveva affermato durante una pausa Roberto Di Maulo, segretario generale della Fismic. Per Enzo Masini, responsabile Auto della Fiom, «se la Fiat conferma l’impianto del precedente documento non si potrà chiudere. Ma questo vale non solo per noi». «Le critiche delle organizzazioni sindacali, più o meno accentuate – aveva spiegato Masini – riguardano gli stessi argomenti: le clausole punitive e la malattia. Noi abbiamo sollevato anche altri problemi non chiariti dalla Fiat: la proposta dell’azienda sull’orario sembra in alcune parti in contraddizione con la direttiva europea». Proprio alla Fiom si rivolge da Roma Emma Marcegaglia. Secondo il presidente di Confindustria, la trattativa per Pomigliano è arrivata a «uno stallo molto pericoloso. La nostra richiesta è che la Fiom non abbia questo atteggiamento e tratti». «Bisogna evitare che insediamenti produttivi così importanti se ne vadano – ha detto la leader degli industriali – da parte di Uilm e Fim c’è una sostanziale adesione alle richieste della Fiat. Da parte della Fiom, invece, c’è una sostanziale non accettazione. È un segnale molto negativo». La Marcegaglia ha osservato che «dall’altra parte i sindacati polacchi dicono di voler accettare le condizioni poste dalla Fiat. Se per la cecità di qualcuno perdiamo un investimento importante da 700 milioni di euro, che svilupperebbero la zona e l’indotto, sarebbe un fatto molto negativo». Il presidente dell’associazione di viale dell’Astronomia ha definito il rifiuto delle tute blu della Cgil rispetto alle richieste di Fiat «anacronistico e inspiegabile. Credo – ha aggiunto – che se andiamo avanti così il futuro dell’industria è un poco più negativo. La nostra richiesta e l’auspicio che esprimiamo è la Fiom non abbia questo atteggiamento: tratti e accetti le condizioni dell’azienda».

l’Ora Vesuviana on-line

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