I CLAN ALLA SBARRA – 725 anni di carcere alle cosche del nolano e del vesuviano: nella rete della magistratura i clan Russo, Pianese-Nino, Fabrocino, Arlistico-Terracciano, Rega, Ianuale e Ruocco, Somma, La Marca

Scacco a i clan. Dopo gli arresti, le sentenze e la scure della magistratura si abbatte sui clan di camorra del nolano e del vesuviano. 725 anni di carcere per boss e gregari dei cartelli criminali che per anni hanno distrutto il nostro territorio.

Una pagina scritta con la cera lacca e anni di indagini dai giudici del tribunale di Nola, collegio A (presidente Daniela Critelli, giudici a latere Lucia Minauro e Germana Lo Sapio), che ieri mattina nell’aula Bunker di Poggioreale  hanno condannato 63 imputati del procedimento che vedeva coinvolte le cosche Di Domenico (alleato ai Moccia di Afragola), i Pianese-Nino, i Ruocco-Somma-La Marca (operanti a Piazzolla di Nola e collegati con il clan Fabbrocino di Ottaviano e  San Giuseppe Vesuviano), i Rega e gli Ianuale (operanti a  Casalnuovo, Brusciano, Mariglianella e Castello di Cisterna) e il clan Arlistico (attivo a Somma Vesuviana, Pollena Trocchia e Sant’Anastasia). Nella sentenza letta ieri in aula, stangata per le ex “primule rosse” i fratelli Salvatore e Pasquale Russo che sono stati condannati a 24 anni di carcere, al fratello Carmine 12 anni, 15 anni e 14 anni per Antonio e Michele Russo, figli di Pasquale, e il cugino Michele, figlio di Salvatore. Ai capiclan Aniello Ruocco e Alfonso Nino 14 anni di carcere, al reggente degli Arlistico Pasquale Carotenuto 10 anni, a Michele La Marca (clan Ruocco) 18 anni e al boss Salvatore Somma 17 anni. I pm della Dda Simona Di Monte e Giuseppe Borrelli avevano chiesto per capi e gregari 1000 anni di carcere, ma l’esito del processo nonostante non sia stato “leggero” non è andato come volevano i pm. Anni di carcere e soprattutto confisca dei beni, oltre al risarcimento a tutte le associazioni anticamorra e antiracket costituitesi parte civile al processo. Ai Russo sono stati sequestrati beni, soldi, automobili, appartamenti, conti correnti, polizze assicurative, insomma alla famiglia che governava Nola e i paesi limitrofi è stato tolto tutto. Confiscate anche le abitazioni storiche del clan quelle di Masseria Olivieri a Piazzolla di Nola. I giudici hanno disposto il sequestro dei beni, appartamenti, terreni (in particolare noccioleti) che sono, per gli inquirenti, riferibili alla “Russo Costruzioni Srl” e alla “General Food Srl”, quattro autovetture fra queste una Porche 911 e una Mercedes.  A Michele La Marca, esponente del clan Ruocco a cui sono state tolte quote societarie di aziende nel settore dell’abbigliamento, dei trasporti e della ristorazione.

L’Ora Vesuviana on-line

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