IL SEQUESTRO E LA BENEFICENZA – I polpi sequestrati andranno alla Curia per i meno abbienti

Circa cinque tonnellate di polpi saranno consegnate ad alcune delle mense cittadine per bisognosi dalla Capitaneria di Porto-Guardia costiera di Napoli. Questo l’accordo raggiunto tra la Capitaneria e la Curia partenopea a seguito dell’operazione ‘Octopus’ portata a termine dall’Autorità marittima guidata dall’ammiraglio Domenico Picone.

L’operazione, avviata alcuni mesi, ha portato al sequestro di 20 tonnellate di polpi che erano giunti nel porto di Napoli in un container proveniente dal Marocco, il cui carico era destinato ad imprese di città del Nord Italia. A far scattare l’indagine e il successivo sequestro del prodotto, il controllo delle documentazione relativa all’ingresso del container, documentazione ritenuta ‘non omogenea’ dagli uomini della Capitaneria di Porto, istituzione che costituisce la forze dell’ordine, deputata dal Ministero dell’Ambiente, al controllo e alla vigilanza dell’intera filiera della pesca. Come spiegato dall’ammiraglio, una volta arrivato il container, rispettando le norme in materia di mantenimento della catena del freddo, le scatole sono state aperte per verificarne il contenuto. “Dietro prime file di scatole – ha detto Picone – il cui contenuto è risultato a norma, sono stati rinvenuti scatoloni al cui interno erano custoditi polpi congelati il cui peso era inferiore ai 450 grammi e, dunque, polpi di cui è vietata la commercializzazione, ma di eccellente qualità”. A vietare la messa in commercio di polpi di simili dimensioni, una normativa emanata dal Consiglio dell’Unione europea volta a salvaguardare la specie in aree particolarmente sensibili per la riproduzione, aree in cui è compresa la zona a ovest dell’Africa e, dunque, le coste atlantiche del Marocco. A controlli conclusi e restituite al destinatario le 15 tonnellate di prodotto in regola e, quindi, vendibile, la Capitaneria di Porto piuttosto che provvedere alla distruzione delle 5 tonnellate sequestrate, ha contattato la Curia per donare il prodotto ai più bisognosi. Una proposta che, come ha affermato monsignor Gennaro Matino, moderatore della Curia napoletana, è stata subito accolta dal cardinale Crescenzio Sepe. Quindici le comunità e mense a cui, stesso la Capitaneria di Porto con la collaborazione gratuita di un’azienda di trasporto, saranno devoluti i polpi. “Le mense – ha dichiarato monsignor Matino – sono state scelte non solo in base alla necessità, ma anche in relazione alla presenza delle indispensabili strutture di accoglienza del prodotto volte a garantirne la conservazione”. Mense che, oggi, come ricordato da Matino, “a causa della crisi sono sempre più frequentate da famiglie che non arrivano alla fine del mese”. Tra le strutture che riceveranno la donazione, l’Opera don Calabria, la Casa di Tonia, l’Opera don Guanella, il Binario della solidarietà e la Casa del fanciullo. A beneficiare dei polpi, anche chiese non cattoliche.

L’Ora Vesuviana on-line

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