CASTA DIVA – Le foto di Gianfranco Salis, tra mito e scena di “nostra signora” Moana Pozzi

Al Nothing Else perché Moana è Moana e forse se non è mai stata casta, diva lo è stata da sempre: dai tempi degli esordi. E a Napoli arriva la “carovana” di foto “Moana casta Diva” di Gianfranco Salis.

Qualcuno la ricorda come una delle più belle e intelligenti donne che siano state viste negli ultimi decenni, altri lasciandosi andare alla malinconia la credono ancora viva e nascosta da qualche parte a “rifarsi una vita”: in entrambi i casi Moana Pozzi, regina del porno è stata e adesso lo è ancora di più, amatissima, tanto da superare il confine delle pellicole sexy. Nessuna come lei ha occupato l’immaginario collettivo sotto ogni punto di vista, da showgirl ad artista, perchè chi viene dal mondo dell’hard di solito è lì che in qualche modo rimane confinato. Ma Moana era un’altra cosa e Milano la celebra con una trentina di scatti, nella mostra che si intitola “Casta Diva” e comprende 22 scatti di Gianfranco Salis. Le immagini risalgono al periodo compreso tra l’88 e l’89 e coprono le sale della Dream Factory di Milano regalando al visitatore una visione sensuale ma elegante di una donna davvero unica. Lo stesso Salis commenta: “Moana per un fotografo era come una sirena per Ulisse, un personaggio enigmatico e pieno di mistero“. Del resto, fu proprio l’artista a sceglierlo dopo aver ammirato con entusiasmo gli scatti che aveva fatto alla collega Ilona Staller. Secondo lei, con la sua macchina fotografica poteva catturare quello che neppure il cinema o chi la frequentava poteva cogliere.  Salis conferma che Moana si ritrovava molto in quelle istantanee: “il segreto di queste immagini è che sono state scattate in estrema libertà e intimità, senza committenti o occasioni particolari“. Una ragazza giovane e carina che non aveva pudori di fronte all’obiettivo. Quando furono prodotti gli scatti sono stati pubblicati su importanti riviste del settore e poi sono rimasti in attesa di essere riproposti. Adesso hanno completato una mostra che ha fatto tappa a Bologna e Treviso e poi si sposterà ancora in giro per l’Italia e all’estero. Le foto di Salis sono accompagnate da un catalogo (Mat edizioni) con testi di Achille Bonito Oliva, Siusy Blady, Tinto Brass, Roberto D’Agostino, Eva Robins e Luca Varani

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