IL DRAMMA DELLA GELOSIA – Carmelina Cirillo ammazzata dal marito in provincia di Udine, come successe alla mamma quasi quaranta anni fa

POLLENA TROCCHIA – Non c’è sangue nella casa in provincia di Udine, come non c’era sanguùe quasi quaranta anni fa a Pollena Trocchia. Sul pavimento, però, ieri come quarant’anni fa, due corpi di donna senza vita. Un destino oscuro ha portato madre e figlia a morire nello stesso modo, uccise dai mariti, a 40 anni di distanza l’una dall’altra.

 E’ la drammatica analogia che unisce la storia di Carmela Cirillo, di 38 anni, strangolata dal marito, Salvatore Guadagno, di 39 anni, nella loro casa di Feletto Umberto (Udine), a quella della madre. Entrambe originarie di Pollena Trocchia. Carmela era nata nel 1972, a Pollena Trocchia, terza di tre fratelli. Ma a pochi mesi d’età era già rimasta orfana di madre: suo padre, Raffaele Cirillo, gliela aveva ammazzata. Movente e modalità si sono persi nei meandri del passato: neppure i figli, allora troppo piccoli, lo ricordano. Una cosa, però, è certa: per quel delitto, Raffaele Cirillo scontò 16 anni di carcere. Quando si dice il destino. Tragico e insolente. Capace di riservare la stessa atroce fine alla figlia: strappata alla vita a soli 38 anni, per mano di un marito così geloso, da arrivare al punto di strangolarla e negare anche ai loro due figli l’indispensabile amore della madre. Anche Carmelina è stata ammazzata come sua mamma, proprio come quasi quaranta anni fa. Il particolare – un’agghiacciante coincidenza che, di fatto, nulla aggiunge alle indagini – è emerso ieri, durante gli accertamenti che i carabinieri, che alle 19.30 di domenica, a Feletto Umberto, hanno arrestato Salvatore Guadagno, operaio della Fincantieri, originario di Casalnuovo di Napoli, 39 anni da compiere giovedì, per l’omicidio della moglie Carmela Cerillo, bidella all’istituto professionale Ceconi di Udine, stanno conducendo sul caso. É stato uno dei due fratelli della donna, arrivato con alcune zie ieri stesso a Udine, direttamente da Napoli, dove abita, a riferire l’episodio al comandante del Nucleo investigativo, capitano Fabio Pasquariello. Era il 1973. Il ricordo è lontano, confuso, forse inconsciamente rimosso. Pare che per liberarsi della moglie, Annamaria De Concilio, il padre Raffaele Ciriello si limitò a spingerla giù dalle scale.

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