L’OMICIDIO DEI TATTOO – Scoperto il movente, Luca Zendak Cimminiello fu ammazzato dalla camorra perchè reagì alle percosse del clan: un arresto

Un litigio e poi la mano longa della camorra dietro l’omicidio di Luca Zendak, il tatuatore ammazzato come un boss nel suo centro per tatuaggi a Casavatore. Una foto su Facebook con il calciatore del Napoli Ezequiel Lavezzi, un diverbio nato per una gelosia tra due tatuatori concorrenti e la camorra chiamata in causa per dare una lezione: ci sarebbe questo dietro l’omicidio di Gianluca Cimminiello, ucciso a Casavatore lo scorso 3 febbraio. La colpa della vittima fu di aver reagito ad una prima spedizione del clan picchiando uno dei componenti del commando. Da qui la reazione allo sgarro finita con l’omicidio. Oggi l’arresto di Vincenzo Russo. Secondo quanto ricostruito dai carabinieri del Nucleo Investigativo del Gruppo di Castello di Cisterna, tutto nasce da un diverbio che la vittima, giorni prima della sua morte, aveva avuto con un tatuatore concorrente di Melito. A scatenare la lite una foto pubblicata su Facebook da Cimminiello che lo ritraeva insieme a Lavezzi, grande appassionato di tatuaggi. Una foto che sarebbe stata accompagnata anche da un messaggio di critica nei confronti del collega concorrente. Da qui la gelosia e vendetta del tatuatore criticato sul social network che decide, così, di chiedere aiuto a soggetti contigui al clan Amato-Pagano.

La camorra decide di punire Cimminiello e lo fa inviando nel suo negozio un commando a scopo punitivo: quattro persone tra le quali c’è anche Vincenzo Noviello, che viene duramente percosso dal tatuatore. Una reazione che non piacque al clan: giorni dopo un altro commando, questa volta armato, che una volta dentro il negozio, non esitò a fare fuoco.

L’Ora Vesuviana on-line

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