LA CRISI ALLA FIAT – Aperture a singhiozzo e poca certezza sul futuro, la questione Fiat passa ai politici

POMIGLIANO D’ARCO – L’ennesima apertura a tempo per la Fiat di Pomigliano, le cui sorti nonostante i proclami di aziende e sindacati, restano sempre “cronometrate”. I cancelli della Fiat di Pomigliano d’Arco si sono riaperti tra le polemiche dei lavoratori che chiedono un intervento del presidente della Regione Campania, Stefano Caldoro, per la detassazione del sostegno a reddito percepito per alcuni mesi del 2009 e del 2010.

 “L’Inps – spiega Gerardo Giannone, cassintegrato dello stabilimento, dove è anche segretario di Comunisti, sinistra popolare – sta inviando ai lavoratori che hanno frequentato i corsi per il sostegno a reddito finanziati dalla Regione, i Cud relativi allo scorso anno, che faranno reddito per la dichiarazione da presentare in questi mesi. Per i lavoratori, che sono in cassa integrazione straordinaria da mesi, si prospetta quindi il pagamento di circa 200 euro di tasse sui 940 percepiti nel 2009. Ma avevamo richiesto che questo sostegno fosse detassato, in modo che non pesasse sulle tasche vuote dei lavoratori, quindi chiediamo al nuovo governatore di interessarsi alla questione per dare un po’ di sollievo agli operai”. Lo stabilimento resterà in funzione per tre giorni, per poi richiudere ancora. Per oggi, intanto, è previsto l’incontro tra azienda e sindacati per la presentazione del nuovo piano produttivo, che dovrebbe portare a Pomigliano la nuova Panda. L’avvicendamento ai vertici di Fiat lascia tiepidi i sindacati, che salutano il presidente uscente Luca Cordero di Montezemolo ed augurano al nuovo John Elkann di lavorare bene per il futuro dell’azienda: soprattutto, dicono Cgil, Cisl, Uil e Ugl, l’attesa è ora per il piano industriale che sperano possa dare certezze e più forza agli stabilimenti italiani.

L’Ora Vesuviana on-line

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