OMICIDIO DI CAMORRA- Un vero e proprio commando di fuoco per ammazzare Francesco Mignano. Un’altra faida all’ombra del Vesuvio?

Francesco Mignano, il cinquantunenne trucidato sabato sera nella sua auto a Barra in via delle Repubbliche Marinare, ai confini con San Giovanni a Teduccio, non era un boss e dopo quindici anni di reclusione per traffico di droga, era libero da due anni.

 Indagano su questo gli inquirenti che stanno ricostruendo le fasi dell’agguato e quelle dell’ultima vita di Mignano. La matrice dell’agguato è di natura camorristica. Due , forse tre moto di grossa cilindrata si sono avvicinate a Mignano e hanno esploso decine e decine di proiettili, ammazzando il pregiudicato sul colpo. Segno questo che non si poteva sbagliare, uomini e mezzi da commando significa che l’ordine è partito dai boss. Perché? A chi dava fastidio Mignano e soprattutto, quali sono le nuove alleanze per la redfiinizione dello scacchiere camorristico in tutto l’hinterland.

L’Ora Vesuviana on-line

redazione@loravesuviana.it

Annunci