LA SVOLTA FIAT – Lo stabilimento di Pomigliano d’Arco diventerà “punta della produzione”. Sergio Marchionne annuncia la produzione della Panda sotto il Vesuvio

POMIGLIANO D’ARCO – ”Nello stabilimento di Pomigliano abbiamo investito più di cento milioni di euro per migliorare la qualita’ dei processi, aumentare l’efficienza e creare migliori condizioni di lavoro e fra tre anni potremmo parlare di quel sito come il secondo piu’grande stabilimento italiano della Fiat”.

Lo ha detto l’ad del Lingotto, Sergio Marchionne, nel suo intervento all’assemblea dei soci, ricordando che nel sito campano ”sara’ costruita la futura Panda che e’ l’auto piu’ venduta del segmento A in Europa”. ”Portare la Panda a Pomigliano – ha detto ancora Marchionne – ci costa centinaia e centinaia di milioni di euro in piu’ che lasciare le cose come stanno e confermare la futura produzione in Polonia. Lo facciamo, perche’, nel limite del possibile e senza pregiudicare la solidita’ della nostra azineda, riteniamo che sia un nostro dovere privilegiare il Paese in cui la Fiat ha le proprie radici”. “Le parole di Marchionne suonano come musica per i sindacati campani”: è questo il commento in una nota del segretario campano della Uilm Giovanni Sgambat. “Questa di Marchionne è una ulteriore conferma – continua – Se pensiamo da dove eravamo partiti 14 mesi fa, quando l’ad di Fiat nel corso del Salone di Ginevra aveva dichiarato che conosceva ancora il destino del sito produttivo di Pomigliano, oggi le cose sono radicalmente diverse ed in positivo”. “Sicuramente ha inciso sul cambio di rotta – aggiunge il leader della Uilm – la tenacia, la volontà delle tante iniziative dei lavoratori. Ma è stato anche fondamentale che i le tute blu di questa fabbrica, all’inizio del 2008, abbiano risposto positivamente alla riqualificazione e rimotivazione al lavoro.” “Ci aspettiamo ancora tanti sacrifici per i nostri lavoratori – conclude Sgambati – ma Pomigliano, che resta un investimento duraturo di Fiat per auto di qualità, è sicuramente un motivo di orgoglio per un territorio che viene sempre dipinto come quello che non riesce ad attrarre investimenti. E questa strada, invece, rappresenta la vera controtendenza per dimostrarsi efficienti, rispettosi delle regole e fiduciosi nello sviluppo”.

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