EQUILIBRI DI GOVERNO – Il Pdl primo partito, spopola la Lega. Il Lazio alla destra, regge Nichi Vendola in Puglia

Il centrodestra conquista anche Lazio e Piemonte e la Lega fa il pieno di voti al Nord. Il centrosinistra perde in tutto 4 governatori rispetto al 2005 (passano al Pdl anche Campania e Calabria) e la partita delle regionali finisce così 7 a 6 dall’11 a 2 del 2005.

Il centrodestra si conferma infatti con ampio margine in Lombardia e Veneto, mentre il Pd mantiene come previsto Puglia, Toscana, Umbria, Emilia Romagna, Marche, Basilicata e Liguria. Lega in crescita al Nord. Il partito di Umberto Bossi sfonda al Nord e si attesta intorno al 13% su scala nazionale, secondo le proiezione Pragma Emg per la Rai. In Piemonte la Lega sale al 15%, in Veneto si attesta al 37% (contro il 22 del Pdl) e in Lombardia al 26%. Buona affermazione dei candidati sostenuti da Beppe Grillo, soprattutto in Emilia dove il movimento del comico genovese conquista il 7%, contribuendo alla sconfitta del centrosinistra. Pdl in calo, Pd al 26%. Sempre in base alle proiezioni, Il Pdl si attesta intorno al 26,7%, in calo dal 32% delle europee del 2009 e dal 33% delle politiche del 2008. Il Pd si ferma invece al 26%, dal 26,6% delle europee e dal 34% delle politiche. L’Idv si attesta al 6,9% (7,8% alle europee e 4,3% alle politiche), mentre l’Udc al 5,8% (contro il 6,2% e il 5,3%). Nel Lazio Renata Polverini del centrodestra dopo una battaglia all’ultimo voto vince con il 50,49% dei voti contro il 49,04% di Emma Bonino del centrosinistra (4.781 sezioni scrutinate su 5.266). Anche in Piemonte il candidato del centrodestra Roberto Cota (Lega) vince sul filo di lana con il 47,36%, mentre la presidente uscente Mercedes Bresso si ferma al 46,88%, un distacco di poco più di diecimila voti quando mancano da scrutinare ancora 40 sezioni, 35 delle quali nella provincia di Torino. La Presso ha annunciato che chiederà il conteggio dei voti. In Puglia vince Nichi Vendola del centrosinistra con il 49% su Rocco palese del Pdl (42%), mentre in Calabria Giuseppe Scopelliti del centrodestra con il 59% batte Agazio Loiero del centrosinistra (31%). In Campania Stefano Caldoro con il 54% si impone nettamente su Vincenzo De Luca del Pd (43%). Roberto Formigoni (Pdl) si conferma poi presidente della Lombardia con il 56% battendo Filippo Penati del Pd (33%). Luca Zaia (Lega) stravince in Veneto con il 60% (Giuseppe Bortolussi del centrosinistra si ferma al 29%). Emilia Romagna, rispettando le previsioni della vigilia, vince Vasco Errani del Pd. Il centrosinistra si conferma anche con Enrico Rossi in Toscana con il 60% (Monica Faenzi del Pdl prende il 34%) e Catiuscia Marini in Umbria (57% contro il 38% di Fiammetta Modena). In Liguria il governatore uscente Claudio Burlando sostenuto dal centrosinistra si impone con il 52% su Sandro Biasotti del centrodestra (48%). Gianmario Spacca del centrosinistra si conferma con il 53% nelle Marche e Vito De Filippo (Pd) vince in Basilicata con il 62% su Nicola Pagliuca del Pdl (27%). Crolla l’affluenza: un terzo degli elettori non ha votato. Mai nella storia della Repubblica, si è avuto un così scarso afflusso alle urne. Il dato definitivo fornito dal Viminale fissa i votanti al 64,22% (riguarda però solo le nove regioni di “competenza” del ministero dell’Interno: Piemonte, Liguria, Lombardia, Veneto, Emilia-Romagna, Umbria, Lazio, Campania, Basilicata). Rispetto alle precedenti elezioni, quando aveva votato il 72,01% degli aventi diritto, si registra dunque un calo di quasi otto punti della partecipazione al voto. I dati relativi alle altre quattro regioni interessate dal voto non sono molto dissimili da quelli forniti dal Viminale, anche se si situano tutti e quattro al di sotto del 64%. In Toscana ha votato il 60,92%, nelle Marche il 62,82%, in Puglia il 63,17% e in Calabria il 59,25%. Forte anche il calo del Lazio, dove la diminuzione è stata superiore al 10% per cento: è andato alle urne il 64,1% degli aventi diritto al voto, contro il 75, 3% del 2005. A Roma i votanti sono scesi di 17 punti rispetto alle comunali del 2008 e di 13 sulle regionali del 2005. Bossi: il successo della Lega uno tsunami. «Il Pdl è l’unico partito che ha resistito allo tsunami sollevato dalla Lega», ha commentato Umberto Bossi, sottolineando che «la Lega ha vinto». «Non ci sarà battaglia nel Pdl, è la sinistra che è andata a picco, è andata ko. Adesso facciamo le riforme», ha aggiunto. «Il problema per la sinistra è che è sparita al Nord. Hanno perso la loro gente, hanno perso il contatto con la gente. Sono spariti», ha aggiunto il leader della Lega. Bersani: c’è stata inversione di tendenza. «L’inversione di tendenza c’è stata e lo si vede dal fatto che abbiamo conquistato la maggioranza delle regioni». È la valutazione che il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani avrebbe fatto con i suoi. Il leader Pd, che non ha rilasciato dichiarazioni, ha anche evidenziato che per quanto riguarda il partito, il voto dimostra «che siamo avanzati» rispetto alle europee. Di Pietro: ha vinto il centrodestra. «Questa tornata se la aggiudica il centrodestra», ha detto Antonio Di Pietro, ai microfoni di Porta a Porta. «È arrivato il momento di lanciare un’opa politica per il buon governo del 2013», ha detto ancora il leader dell’Idv, usando una metafora economica per invitare il Pd a un confronto «sulle cose da fare per creare una alternativa al governo Berlusconi». L’ex pm chiede poi a Bersani «pari dignità» e non dimentica che il Pd «ha perso molto tempo per flirtare con l’Udc. Deve tornare ad un matrimonio con una moglie ostica che sa usare e il mattarello come è l’Idv». Casini: decisivi ovunque. «Siamo decisivi ovunque, dove abbiamo scelto i candidati migliori», ha sottolineato il leader dell’Udc Pier Ferdinando Casini ai microfoni del Tg1. «Andremo avanti per la nostra strada, perché se si votasse domani, con questa destra populista e la sinistra in queste condizioni, porteremmo avanti il nostro progetto, perché il Paese ci chiede coerenza», ha aggiunto Casini, che ha espresso preoccupazione per il sensibile dato sull’astensionismo: «Dimostra che la nostra analisi sul bipolarismo trova conferma: la gente è infatti disamorata e non va a votare, con una campagna elettorale di questo tipo. A destra prevale la Lega, con un successo travolgente. La sua egemonia inciderà – secondo Casini – ancor più sul governo, mentre Di Pietro e i grillini metteranno in crisi il Pd». (fonte: ANSA)

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