LA CRISI FIAT – Il Tribunale di Nola ha condannato la Fiat al risarcimento per gli operai licenziati a Pomigliano d’Arco

Il tribunale di Nola ha condannato la Fiat al risarcimento danni ed alla corresponsione delle retribuzioni non corrisposte a due lavoratori licenziati nel 2005 e nel 2006 dallo stabilimento di Pomigliano d’Arco.

 E’ quanto rende noto Vittorio Granillo del coordinamento nazionale dello Slai Cobas, il quale ha annunciato che il risarcimento complessivo per i due lavoratori ammonta a circa 300mila euro. “I due operai – spiega Granillo – erano stati licenziati per eccessiva ‘mobilita”: l’azienda aveva preso a pretesto le assenze per malattia e la prestazione discontinua dei lavoratori. Ma il giudice del lavoro del tribunale di Nola, la dottoressa Marisa Barbato, ha annullato i licenziamenti, ordinando all’azienda il reintegro degli operai, ed ha condannato la Fiat a risarcire il danno causato ai ricorrenti mediante corresponsione di un’indennità, così come si legge nel dispositivo, pari alle retribuzioni globali di fatto maturate dalla data del licenziamento fino all’effettiva reintegrazione nel posto di lavoro, oltre al computo degli interessi legali e della rivalutazione monetaria”. “La Fiat – aggiunge il sindacalista – è stata inoltre condannata al versamento all’INPS dei contributi assistenziali e previdenziali dalla data del licenziamento a quella della reintegra, nonché al pagamento delle spese legali. La cifra che l’azienda dovrà complessivamente risarcire ai lavoratori ammonta a circa 300mila euro di cui 200mila di risarcimento retributivo e 100mila di risarcimento contributivo”.

L’Ora Vesuviana on-line

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