BABY CAMORRA – Il regolamento di conti? Nella sala bowling. Sventata tragedia a Torre del Greco, i poliziotti arrestano diciassettenne che aveva minacciato di morte un suo coetaneo

Il nipote di un boss entra nella sala Bowling e punta la pistola contro un suo coetaneo. Storie di ordinaria follia a Torre del Greco.

Due agenti della Polizia di Stato, sono intervenuti, nella tarda serata di sabato, all’interno di una sala da bowling in Torre del Greco a seguito di una lite. I poliziotti, uno in servizio presso la sezione “Falchi” della Squadra Mobile della Questura e l’altro presso il Commissariato di P.S. “S. Giorgio a Cremano”, si stavano concedendo, unitamente ai propri nuclei familiari, una serata di svago quando hanno udito delle urla e, successivamente, hanno notato scene di panico da parte dei presenti. Infatti, molti giovani che affollavano a quell’ora la sala da bowling, sono fuggiti verso l’uscita. Prontamente, gli agenti hanno raggiunto il centro della sala, notando un ragazzo che impugnava una pistola, puntandola contro un coetaneo, dopo aver caricato il colpo in canna.  A tal punto, qualificatisi quali agenti di Polizia, hanno intimato al giovane di consegnargli l’arma in suo possesso ma questo, vistosi scoperto, è riuscito a scappare allontanandosi dalla sala bowling. Gli agenti lo hanno inseguito in strada, bloccandolo nei pressi della circumvesuviana, dopo una breve colluttazione. Nel corso dell’inseguimento, il giovane ha più volte puntato l’arma contro i poliziotti minacciandoli di morte. Il ragazzo, che presentava un vistoso ferro di bloccaggio al braccio destro, motivo per il quale impugnava l’arma con la mano sinistra, identificato per un 17enne di Torre Annunziata, è stato arrestato perché responsabile dei reati di detenzione illegale di arma da fuoco, ricettazione dell’arma, munizionamento e minacce aggravate. L’arma impugnata dal minore, è risultata una pistola semiautomatica, marca sig sauer calibro 38, con matricola abrasa, completa di caricatore contenente 7 cartucce dello stesso calibro. Quasi come se si sentisse autorizzato nel girare armato, il 17enne si giustificava con i poliziotti dicendo d’essere stato vittima di un agguato, in Torre Annunziata, lo scorso mese di febbraio, motivo per il quale era costretto a portare il ferro di bloccaggio al braccio destro.

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