L’INCHIESTA – Parco Vesuvio, ente inutile o struttura da rilanciare per il bene del territorio?

“Il Parco del Vesuvio è un Ente inutile che andrebbe abolito”.  Lancia veri e propri dardi infuocati l’ex sindaco di San Giuseppe Vesuviano Antonio Agostino Ambrosio nei confronti del Parco del Vesuvio.

 “Il Parco è un carrozzone dove si fanno assunzioni ai limiti della trasparenza e c’è lottizzazione nel consiglio direttivo, almeno nella sua parte politica”. L’ex primo cittadino sangiuseppese è un fiume in piena. “Per colpa del Parco rischiavamo di perdere 25 milioni di euro di finanziamenti per San Giuseppe Vesuviano nell’ambito dei patti di reciprocità. Oggi, fortunatamente, grazie all’intervento della provincia di Napoli (la quale ha fornito assistenza tecnico-burocratica) abbiamo salvato i fondi”. Il braccio di ferro tra Ambrosio ed il Parco parte da molto lontano.  L’anno scorso, l’ex sindaco 45enne, si rivolse al Tar per bloccare le nomine effettuate dalla Comunità del parco (del quale fanno parte i sindaci dei 13 Comuni)  di tre dei cinque componenti. Ebbene il Tar gli diede ragione, anche se gli esclusi alla fine si sono rivolti al Consiglio di Stato che dovrebbe chiarire definitivamente la vicenda. Lo stesso Ambrosio, incalzato dalla domanda “Lei cosa avrebbe fatto se le avessero offerto di nominare qualcuno nel Consiglio?” non è mancato di schiettezza. “Avrei accettato ed avrei nominato però persone competenti in materia naturalistica”. Alle pietre di Ambrosio fanno l’ eco le parole di Pino Capasso, sindaco di San Sebastiano al Vesuvio, capogruppo in provincia del Pd e presidente della comunità del Parco. “Per il momento le nomine sono state bloccate dal Tar è vero, ma i designati e successivamente eletti, sono assolutamente competenti. Inoltre gli stessi avrebbero dovuto avere il lasciapassare del ministero dell’ ambiente”. Nella questione è intervenuto anche il presidente del parco Ugo Leone che ha tentato una difese dell’Ente che guida da diversi anni. “Il Parco ha 17 dipendenti- ha affermato il professore- ed incassa dallo stato, come finanziamenti, poco più di un milione di euro. Siamo con l’acqua alla gola ed è difficile occuparci di tutte le cose che ci competono”. Ma quali siano le competenze del Parco e se quest’ultimo ha realmente motivo di esistere lo spiega lo stesso presidente. “Il Parco è una risorsa per le nostre terre. Noi siamo il tramite che canalizza i fondi regionali alle realtà locali. Gli ultimi in ordine di tempo sono i fondi Pirap (un progetto sull’ambiente e sul turismo rurale n.d.r.) di cui l’Ente che rappresento è capofila. Inoltre- ha proseguito Leone- siamo attivi in materia di lotta all’abusivismo edilizio. A questo va aggiunto tutto il comparto relativo all’aspetto naturalistico”. Naturalmente come ogni Ente che si rispetti ha pure le sue difficoltà. “I fondi che il ministero ci stanzia sono pochi tanto che ormai, per la promozione dei prodotti tipici e delle manifestazioni, possiamo solo concedere patrocini morali Ecco- ha concluso il presidente Leone- forse in questo Ambrosio ha ragione. La struttura è debole rispetto alla mole di lavoro che ci tocca, ma purtroppo non dipende da noi”. Sulla questione delle nomine è chiara anche la posizione dell’Ente. “E’ una questione che non riguarda noi, ma i sindaci della Comunità del Parco”. Il Parco in questione ha distribuito 22 consulenze nel 2009 per un totale di circa 134mila euro e  lo stipendio del direttore generale Matteo Rinaldi ammonta a circa 85mila euro lordi. Il consiglio direttivo invece, composto da 6 elementi (Giovanna Aronne,Ines Barone, Luigi De Falco, Giuseppe Luongo, Stefano Mollo e Pina Orpello)  percepisce per ognuno dei suoi membri un gettone di presenza(poco meno di 100 euro) ogniqualvolta si riunisce.

Gaetano Di Matteo

redazione@loravesuviana.it

Annunci