LIBERTA’ E DIRITTI – La storia di Imma manager battagliera che combatte le discriminazioni

Una persona innamorata della libertà, romana di adozione, ma con il cuore che batte sempre per la sua Portici. Così ama definirsi Imma Battaglia, presidente lesbica dell’associazione “Di’ Gay Project” che si oppone a ogni forma di discriminazione nei confronti degli omosessuali.

“Sono profondamente porticese – dice la Battaglia – e quando torno nella mia città vado spesso giù al porto dove passeggio, mi siedo e resto lì a osservare. Legata alle tradizioni, prima di tutto ci sono la mia famiglia, la mia compagna, i miei nipoti, gli amici e le amiche”. Riservata, romantica e determinata, la sua storia e il suo modo di essere sono sintetizzati nel nome e cognome. “Il primo – continua – rappresenta i miei valori di lealtà, fedeltà e appartenenza, insomma la parte più intima di me che in pochi conoscono. Battaglia, invece, è il mio lato pubblico, una Imma razionale, coraggiosa, pronta a mettersi sempre in discussione e a cercare approcci nuovi”. La leader storica del movimento gay non risparmia critiche a chi è al potere, incapace di realizzare una piena parità. “Contesto – sottolinea l’attivista napoletana – l’ideologia che si è fatta sulla questione omosessuale. A destra è negata, a favore di un concetto di famiglia fossilizzato, mentre dalla parte opposta è usata più come slogan e bandiera di scontro con l’altro schieramento che non come un vero progetto politico, caposaldo di una sinistra riformista e moderna. Avere pari diritti significa essere liberi e riconosciuti legalmente nella propria affettività, spiritualità, cultura, formazione e salute. Io vedo il mondo civile fatto di diritti e doveri, e trovo che per le persone omosessuali ci sia un assurdo squilibrio tra  questi”.

Donatella Alonzi

redazione@loravesuviana.it

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