VERSO LE REGIONALI – La storia di Giovanna, da “meteorina” al Parlamento, fino alla candidatura alle Regionali. “Non rimpiango niente e non mi è stato regolato nulla. La Campania ha bisogno di giovani onesti pronti a mettersi in discussione e a cambiare le regole”

Domenica 14 marzo 2010, al Rose and Crown di San Sebastiano al Vesuvio (h.18.00), l’apertura ufficiale della sua campagna elettorale, per la verità già iniziata. Giovani, lavoro, sicurezza e donne: questi i punti salienti sui quali si concentra la campagna elettorale di Giovanna Del Giudice (nella foto sopra), candidata al consiglio regionale della Campania con il Pdl e «felice di avere accettato questa sfida, anche per dimostrare che certe candidature nascono da un reale impegno e non da altro, come vorrebbe fare capire qualcuno che parla senza conoscere le persone».  A cosa si riferisca, la giovane assistente parlamentare lo spiega subito: «Si è parlato di una mia esperienza lavorativa, liquidandomi sbrigativamente come “meteorina”.

Ho fatto un concorso e quattro trasmissioni, tutto qui. Non mi è stato regalato nulla. E comunque non rinnego quello che ho fatto». Lei sta girando molto la provincia di Napoli: quali sono le richieste che ha potuto raccogliere? «Sì, sto incontrando tanta gente, specie nell’hinterland vesuviano del quale sono originaria. E mi sono accorto che il maggiore disagio arriva dal mondo dei giovani, che faticano a trovare, dopo avere studiato tanti anni, un lavoro. E così sono costretti ad emigrare, con il risultato che dalla Campania se ne vanno le energie migliori. Credo che sia fondamentale lavorare per creare condizioni di sviluppo economico che consentano ai territori di beneficiare delle intelligenze che le nostre Università, in particolar modo, producono. Purtroppo, il centrosinistra non ha saputo creare le condizioni per un vero sviluppo»  La sicurezza è una delle priorità del centrodestra che si candida a governare la Regione… «Penso che il Governo abbia fatto tantissimo, ma anche l’istituzione regionale deve dare il proprio contributo. Molte delle nostre città scontano, purtroppo, livelli di legalità molto bassi». Quello delle donne è uno dei temi che le sta a cuore: come giudica la legge elettorale regionale? «Premesso che non sono troppo entusiasta di meccanismi come le quote rosa, è anche vero che uno strumento come quello che ci viene offerto può essere un primo passo per un maggiore coinvolgimento delle donne in politica. Io ci credo, e non a caso il mio slogan è “scegli una donna per cambiare”. Penso che possiamo dare un contributo significativo al cambiamento  di una realtà che per troppi anni è stata completamente dimenticata nelle politiche di una Regione che non ha pensato realmente ai bisogni dei cittadini».

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