CAMORRA SPA – A Portici, che dovrebbe essere la capitale dell’antiracket, la camorra inizia con le estorsioni di Pasqua

PORTICI – Nella città che spende più di tutte per sensibilizzare l’antiracket, si assiste all’ennesima escalation della camorra. Paradossalmente con un consulente del Comune antiracket e diverse iniziative contro il fenomeno a Portici, c’è il primato delle intimidazioni ai commercianti.

Auto date alle fiamme, sonore “paliate” a chi si rifiuta di pagare il pizzo e diversi incendi ad altrettanto diverse attività commerciali. Nella città della Reggia e dell’approdo Borbonico del Granatello, è sempre più emergenza. Dopo i continui raid allo storico Ciro a Mare (i proprietari sono stati costretti a “chiudere per camorra”, ieri altri due raid. Torna l’incubo racket nel cuore di Portici. Nel mirino sono finiti due commercianti. Il primo, titolare di un negozio di biancheria intima, il secondo, qualche ora più tardi, gestore di un supermercato. In entrambi i casi, secondo gli investigatori, si tratta di incendi dolosi ed in entrambi i casi si segue la pista della ritorsione. Le indagini, ovviamente proseguono seguendo tutte le piste, ma quella che conduce alla criminalità organizzata resta quella più attendibile. Il primo rogo, poco dopo le 22 di mercoledì sera, ha praticamente distrutto il negozio di biancheria intima Battilo in via Marcone. Le fiamme sono state segnalate dai residenti ai vigili del fuoco, che immediatamente sono giunti sul posto. Il secondo rogo è divampato qualche minuto più tardi nella rivendita di detersivi “Acqua e Sapone”, in via Libertà, ed anche in questo caso, a dare l’allarme sono stati i residenti del quartiere. Gli investigatori stanno ora tentando di ricostruire le dinamiche dei due raid ed hanno ascoltato i due commercianti per capire se negli ultimi giorni hanno ricevuto minacce o richieste di pagamento di tangenti. La procura di Torre Annunziata ha aperto un fascicolo d’inchiesta dopo i verbali dei vigili del fuoco e delle forze dell’ordine, i due episodi, infatti, sarebbero già stati considerati uno collegato all’altro. Dietro, secondo gli investigatori, ci potrebbe essere la regia della camorra che avrebbe voluto avvertire due commercianti che avevano deciso di non piegare la testa alle richieste di estorsione. Il titolare del negozio Battilo, in particolare, già qualche anno fa aveva denunciato gli esattori della camorra.

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