SCACCO ALLA COSCA – I carabinieri arrestano Natale Dantese. Il ventottenne è ritenuto il reggente del temuto sodalizio Ascione-Papale

ERCOLANO – Durante la faida non era ancora il reggente del clan. Quando gli arresti hanno messo in ginocchio il cartello degli Ascione-Papale, però, Natale Dantese, non ancora trentenne, ha retto le redini di un sodalizio criminale che affonda le sue radici nei vicoli di Ercolano e si estende (grazie ai Papale) anche in territori di mafia siciliana. I carabinieri ieri  hanno arrestato Natale Dantese, 28 anni (nella foto a lato). Su di lui pendeva un decreto di fermo emesso della Direzione distrettuale Antimafia, secondo cui il giovane di vico Santa Rosa a Ercolano era il reggente del clan Ascione-Papale. L’uomo è responsabile dei reati di associazione a delinquere di stampo camorristico, istigazione alla corruzione e detenzione illegale di armi (aggravati dal metodo mafioso). Le indagini, fondate su attività informativa d’iniziativa, servizi di osservazione-controllo-pedinamento, intercettazioni telefoniche ed ambientali, dichiarazioni di collaboratori di giustizia ed altre fonti di prova tecniche, hanno consentito di provare la partecipazione di Dantese al citato sodalizio organizzato ed armato, che avvalendosi della forza di intimidazione, derivante dal vincolo associativo e della conseguente condizione di assoggettamento ed omertà, ha per scopo la commissione di delitti (omicidi, estorsioni, reati in materia di armi e stupefacenti) finalizzati ad ottenere il controllo delle attività lecite ed illecite sul territorio di Ercolano e comuni limitrofi, in contrapposizione al clan Iacomino-Birra.

Inoltre è stata accertata la progressiva ascesa dell’indagato all’interno del sodalizio, alla luce dei provvedimenti restrittivi eseguiti nell’ultimo anno. A carico del 28enne anche un tentativo di indurre due militari della tenenza di Ercolano a commettere atti contrario al proprio ufficio (ed in particolare ad omettere di sottoporre a controlli ed attività di polizia un componente del clan, al fine di consentirgli una serena gestione dell’attività di spaccio e traffico di droga), offrendo loro notizie confidenziali utili per addivenire a sequestri di armi, anche nella sua disponibilità, come effettivamente avvenuto nel luglio dell’anno scorso. Dantese sarebbe stato anche il “titolare” di alcune armi sequestrate dai militari.

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