FONDAZIONI E MEZZOGIORNO – Fini a Napoli (col calzino bucato) per la giornata di studi organizzata da Mezzogiorno Europa e Farefuturo

Qualcuno ha notato prima come sono stati trattati i giornalisti, bloccati al varco dalla polizia per un problema di organizzazione legato a degli accrediti, mai previsti. Poi si sarà notato (non per tutti, però) che il Presidente Gianfranco Fini, all’Unione Industriali ci è venuto di tutto punto, ma con un calzino bucato. Partiamo da questo per poi arrivare al tema importante argomento della giornata di studi organizzata dalle fondazioni Mezzogiorno Europa e Fare Futuro, la prima legata a massimo D’Alema (presidente Andrea Geremicca), la seconda a Gianfranco Fini.

Il Mezzogiorno come «questione nazionale» non deve diventare un alibi per le classi politiche meridionali, che al contrario hanno il dovere di dimostrare che il Mezzogiorno può farcela. Questo il concetto centrale dell’intervento che il presidente della Camera Gianfranco Fini ha pronunciato a braccio al convegno congiunto delle fondazioni «Mezzogiorno Europa» e «Farefuturo» sul tema «Per la buona politica. Per un nuovo Mezzogiorno». «C’è un mantra – ha detto Fini – quello del Mezzogiorno come questione nazionale ma attenzione, dire che il Mezzogiorno deve diventare questione nazionale, diventa un alibi per le classi politiche locali che hanno l’onore e l’onere di dimostrare che il Mezzogiorno può farcela».«Basta con gli alibi – ha proseguito Fini – occorre una piena consapevolezza delle classi politiche meridionali, ovviamente nell’ambito di politiche nazionali». «Attenzione – ha concluso il presidente della Camera – perché il tempo sta per scadere e non credo che gli italiani consentiranno altri 5-10 anni di convegni e di riflessioni sul Mezzogiorno». «C’è l’assoluta necessità che le candidature siano, come si diceva un tempo, al di sopra di ogni sospetto come la moglie di Cesare, ed invece si dà vita ad un dibattito sconclusionato, rinfacciandosi tra uno schieramento e l’altro il problema» ha continuato Fini. «Non si può dire che la legalità sia una pre-condizione e poi ridurla alla brevità dei processi, ed alla presenza della polizia e della magistratura sul territorio. La legalità – ha concluso Fini – è una serie di politiche che presuppongono inevitabilmente la qualità della classe dirigente». Al convegno delle Fondazioni «Mezzogiorno Europa» e «Farefuturo» sono intervenuti fra gli altri il vice ministro Adolfo Urso, il responsabile per il Mezzogiorno del Pd Umberto Ranieri e la presidente di Confindustria Campania, Cristiana Coppola.

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