SCANDALO A PALAZZO – Scatta “Gettonopoli”, a Castellammare di Stabia si indaga sui rimborsi ai consiglieri comunali

CASTELLAMMARE DI STABIA  – Un altro scandalo. Non bastavano i camorristi nei partiti e l’appaltopoli all’Asl, arriva in città “Gettonopoli”. Una pioggia di avvisi di garanzia investe il municipio di Castellammare di Stabia.

Nel mirino alcuni consiglieri comunali indagati per aver firmato i verbali di presenza pur disertando sistematicamente le sedute delle commissioni di Palazzo Farnese. Un’altra bufera sulla politica stabiese, che arriva alla vigilia del voto amministrativo e che rende ancora più pesante il bilancio nero dell’ultimo anno dell’attività amministrativa. Dall’omicidio del consigliere comunale del Pd, Gino Tommasino, all’arrivo della commissione d’accesso per verificare possibili condizionamenti delle criminalità organizzata nella gestione della cosa pubblica, e questa mattina gli uomini delle Fiamme Gialle al Comune arrivati dopo che la procura della Repubblica a Torre Annunziata ha chiuso le indagini sullo scandalo dei consiglieri fannulloni. Le accuse, a vario titolo, vanno dal falso ideologico alla truffa ai danni dello stato. Tradotto: i consiglieri indagati hanno intascato le indennità facendo finta di impegnarsi per la città, disertando le sedute delle commissioni. Uno scandalo bipartisan, che ha coinvolto i politici degli opposti schieramenti. Ufficialmente erano a Palazzo Farnese, in realtà erano in giro, per faccende private. Ad incastrarli, durante le indagini condotte dalla Guardia di Finzna, i riscontri sull’utilizzo della carta di credito o del telepass, i pedinamenti personali e gli appostamenti. Uno scandalo dal quale si sarebbero ‘salvati’ solo in tre: il dottor Franco Faella, l’avvocato Nicola Cuomo e il dottor Mimmo Cioffi, che avendo rinunciato all’indennità consiliare, non risultano perciò perseguibili penalmente.

L’Ora Vesuviana on-line

redazione@loraveswuviana.it

Annunci