CEMENTO SELVAGGIO – Dopo Ischia e Procida, gli abbattimenti sotto il Vesuvio. Il Presidente dell’Ente Parco Nazionale del vesuvio, Ugo Leone non smentisce le indiscrezioni de Il Velino

Ora tocca alla zona rossa del Vesuvio. Dopo alcune aree dell’hinterland di Napoli, Ischia, Procida e i comuni della Costiera sorrentina ed amalfitana, le ruspe convergono verso uno dei territori più discussi e pericolosi della Campania: la zona rossa del Vesuvio.

Proprio lì dove si è continuato a costruire nonostante il rischio altissimo, nonostante le leggi, come la n° 21/2003 approvata dal Consiglio Regionale della Campania che bloccava ogni tipo di nuova edificazione residenziale. Le demolizioni nella zona rossa sono frutto di un accordo tra il coordinamento anti abusivismo della Procura Generale di Napoli e l’Ente Parco Vesuvio.  Quest’ultimo mette a disposizione della magistratura circa un milione di euro, utile a finanziare le opere di abbattimento dei manufatti abusivi oggetto di sentenze passate in giudicato. I tempi sono rapidissimi. Dopo Ischia sarà la volta dei Comuni della cinta vesuviana, molti di questi ricadono proprio nella famigerata zona rossa. Sono oltre 1500 le strutture da demolire: non si riuscirà a buttarle a terra tutte, ma certamente un piano operativo è già stato studiato. Secondo indiscrezioni raccolte dal “Velino” si comincerà dal Comune di Torre del Greco: a terra un’abitazione di oltre 100 mq. Quando? Non subito. I tempi sono rapidissimi, ma per motivi di opportunità, le ruspe non arriveranno a ridosso delle elezioni, per evitare ogni tipo di strumentalizzazione. Non si sbilancia il presidente dell’Ente Parco Vesuvio Ugo Leone circa l’indiscrezione del Velino su demolizioni concordate con i magistrati del coordinamento anti abusivismo nella zona rossa del Vesuvio. Oltre 1500 manufatti da abolire nel territorio di competenza dell’ente Parco Vesuvio? “Io non posso sbilanciarmi – replica Leone – sui dati di cui lei parla, posso dirle che c’è una nostra attenzione verso il fenomeno dell’abusivismo”.

L’Ora Vesuviana on-line

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