SANGUE AMARO – All’EquoBar, la presentazione delle “vite e dei morti sotto il Vesuvio” il libro della redazione di Napoli Monitor che racconta “da dentro” una bella città, abbandonata

SAN SEBASTIANO AL VESUVIO – Venerdi’ 5 Marzo alle ore 20.30, presentazione con la redazione di MONITOR della loro pubblicazione di “Sangue Amaro” – vite e morti all’ombra del vesuvio – all’Equo Bar di San Sebastiano al Vesuvio. Nove reportage inediti. Nove storie da quell’arcipelago metropolitano che è Napoli.

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TREMA IL CLAN – Un altro pentito nella cosca che fu di Luigi Vollaro ‘O Califfo. Si pente Gennaro Morcavallo

PORTICI – Stanno raccontando di come venivano imposte le tangenti in città e del ruolo, da sempre di spicco, del clan di Portici nel traffico della droga. Saranno descritti ruoli dei vertici, dei gregari e dei colletti bianchi che per anni hanno fatto della cosca di Luigi Vollaro una vera e propria holding finanziaria del crimine. C’è un nuovo pentito nel clan  Vollaro. E’ il terzo gregario che passa dalla parte della giustizia negli ultimi mesi. La notizia si è appresa stamane nel corso dell’udienza preliminare per quarantaquattro presunti affiliati alla cosca del padrino ormai in carcere Luigi Vollaro, ‘o Califfo. Il nuovo collaboratore di giustizia è Gennaro Morcavallo, padre del pentito Mario. Le sue rivelazioni verranno rese note nel corso del processo che potrebbe essere istruito il mese prossimo contro quarantaquattro presunti affiliati alla cosca di Portici, tra i quali compaiono ben cinque figli del boss Luigi Vollaro.

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LA CRISI IN MAGGIORANZA – Dopo il documento firmato da cinque consiglieri di maggioranza, c’è la riunione ma non invitano Castiello. Di Fiore: “Se non si vuole costruire per la città, si dica cosa si vuole fare”

POLLENA TROCCHIA – L’incontro di maggioranza per discutere il documento “di indirizzo” inviato da cinque consiglieri al sindaco Francesco Pinto e al capo gruppo Pasquale Fiorillo, è finito da pochi minuti. Vi hanno partecipato tutti, o quasi. Non erano presenti, infatti, gli esponenti di “Noi popolo del Sud” Antonio Di Fiore e Giuseppe Castiello. Quest’ultimo infatti, pare non fosse stato invitato alla discussione programmatica e non politica per le sorti dell’esecutivo Pinto. Di Fiore, appartenente allo stesso movimento di Castiello, ha preferito non partecipare. “Siamo dispiaciuti che la questione si sia messa solo sul versanete politico – ci dice Antonio Di Fiore, funzionario regionale, avvocato e da sempre animatore della vita politica e sociale cittadina – in ballo ci sono le sorti del nostro paese e non le dispute per il potere. Governare non significa esercitare la dittatura e soprattutto le questioni poste nel documento riguardano argomenti importanti che hanno rappresentato il nostro programma elettorale.

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VERSO LE REGIONALI – Cosentino sbatte la porta e si dimette. Berlusconi: “Spero ritiri le dimissioni, ma Zinzi per caserta è un ottimo candidato”

Nicola, non ci sta e sbatte la porta. Alla fine, Berlusconi decide di salvare il rapporto con l’Udc di Casini, appoggiando Mimì Zinzi a Caserta (dopo l’incontro col segretario del partito Cesa) e perde per strada il sottosegretario all’economia Nicola Cosentino. Nicola Cosentino, infatti,  ha rassegnato le proprie dimissioni da sottosegretario all’Economia e coordinatore regionale del Pdl in Campania.

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STATALE ROSSO SANGUE – Sul raccordo per la Statale 268, perde la vita Raffaella Paolone. Aveva accompagnato il fidanzato con cui condivideva l’amore e la passione per la danza

CERCOLA – La dinamica è ancora un mistero. Raffaella Paolone, 26 anni stava rientrando a Calvizzano dopo una lezione di danza, ma il destino le ha riservato una fine tragica. Un’altra vittima della strada, un’altra vita spezzata, un’altra famiglia straziata dal dolore. Raffaella era una ragazza stupenda e piena di vita. “una persona speciale” e non solo per il suo fidanzato (nella foto accanto il ritratto del suo profilo di Facebook). Erano da poco passate le 22 di ieri sera,  la ragazza aveva appena riaccompagnato a casa il suo fidanzato, con il quale condivideva anche la passione per la «salsa», si era appena immessa sulla circumvallazione di Volla, arteria che porta sulla statale 268 all’altezza di Cercola. La sua auto è finita contro un camion che procedeva nella direzione opposta e per Raffaella non c’è stato nulla da fare. Tutta da chiarire la dinamica dell’incidente ma resta la tragedia e lo sgomento per l’ennesima morte assurda. Il primo tra i suoi conoscenti ad arrivare sul posto è stato proprio il fidanzato di Raffaella, preoccupato perché non la sua fidanzata non aveva ancora chiamato per dirgli che era rientrata a casa.

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MAGGIORANZE DI GOVERNO – A Pollena Trocchia un documento di analisi che mette in crisi la maggioranza Pinto. Castiello: “La politica non c’entra, è un documento per il bene della città”

POLLENA TROCCHIA – Luigi Esposito, Giuseppe Cianniello, Giuseppe Castiello, Antonio Di Fiore e Giovanni Onore: una maggioranza nella maggioranza. Cinque firme sotto ad un documento protocollato in Comune che rappresenta uno scossone alla superpotenza, ex An, del sindaco (e assessore provinciale, in quota Enzo Nespoli) Francesco Pinto.

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YOU TUBE E CAMORRA – Arrestato il boss di Barra Giacomo Alberto. In un video la sua “partecipazione” alla sfilata dei Gigli

Era agli arresti domiciliari, ma é apparso in alcuni filmati su “You tube” mentre partecipava alle prove della “Festa dei gigli” nel quartiere di Barra. Giacomo Alberto, ritenuto il capo dell’ omonimo clan attivo nella periferia orientale della città, è stato arrestato dai carabinieri con l’ accusa di evasione aggravata dalla finalità dell’ agevolazione mafiosa. L’ uomo aveva ottenuto per le sue precarie condizioni di salute gli arresti domiciliari e la detenzione domiciliare, dovendo scontare una pena per associazione per delinquere di stampo mafioso ed estorsione pluriaggravata. I militari della stazione di Barra, però, esaminando alcuni filmati amatoriali apparsi su “You Tube” e relativi alla “Festa dei Gigli” del settembre 2009 lo hanno riconosciuto mentre ballava e faceva festa nel rione Bisignano, considerato la roccaforte del clan. Qui si preparava una “paranza” (una struttura di legno e cartone portata a braccia durante la Festa dei Gigli) Da un gruppo di presenti partivano cori inneggianti al clan Alberto contro i rivali. La presenza del pregiudicato è stata interpretata dagli investigatori come un messaggio sulla forza e la capacità della cosca inviato alla gente del quartiere. Alberto è stato trasferito nel carcere di Poggioreale.

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