VERSO LE REGIONALI – Il codice etico nel Pdl e il divieto di Mara Carfagna alla candidatura di Sandra Lonardo, in Mastella

Quote rosa, crisi nel Pdl, anche se nel Pd e nell’intero gruppone della sinistra, non se la passano affatto meglio. E Mara Carfagna, si dice “contraria alle candidature compromesse” perché è “dell’idea che chi si vuole rappresentare i cittadini, non debba avere su di sé nessuna ombra”, ma “essere al di sopra di ogni sospetto”.

 E’ la linea di Mara Carfagna, ministro per le Pari opportunità e capolista del Pdl per le regionali a Napoli, che – ad una domanda sulla candidatura di Sandra Lonardo – precisa comunque di non voler parlare di “casi singoli”. “Personalmente da questo punto di vista sono assolutamente rigida e intransigente – ha detto – ma naturalmente deciderà il partito e dovrò accettarne la linea”. Il Pdl, come già fatto in precedenza in occasione delle elezioni provinciali dell’anno scorso, si è dotato di un codice etico che frena la candidatura a indagati, condannati e arrestati. Codice che, secondo i dirigenti del partito, dovrebbe valere anche per gli alleati di coalizione, come appunto l’Udeur di Sandra Lonardo. “Non mi occupo di casi singoli – ha affermato il ministro rispondendo ai cronisti che le hanno domandato della Lonardo – perché di casi che purtoppo fanno discutere ce ne sono tanti, sia a Napoli sia a Salerno sia a Caserta”. Il candidato a governatore della Regione Campania, Stefano Caldoro, parla però di “eccezioni”. “Abbiamo detto – ha sottolineato – che applicheremo il codice etico, in maniera diffusa. Poi valuteremo caso per caso per capire se queste persone abbiano ragione a presentarsi”. “Non saranno cose che nasconderemo – ha concluso – le motiveremo politicamente. Ma non ci sono esclusioni di persone”.

L’Ora Vesuviana on-line

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