LA LETTERA AL PD – Salvatore Vozza, non si ricandida a sindaco di Castellammare e le motiviazioni le lascia ad una lettera indirizzata a Enzo Amendola e al commissario straordinario Paolo Persico

CASTELLAMMARE DI STABIA  – La ricandidatura di Salvatore Vozza a sindaco di Castellammare di Stabia è una eventualità che il diretto interessato esclude da tempo. Tuttavia, da più parti l’attuale primo cittadino di Castellammare di Stabia viene sollecitato a prendere il considerazione questa ipotesi. Non ultimo il Pd al quale Vozza ha inviato una lettera, consegnandola al segretario regionale del partito, Enzo Amendola, e al commissario del circolo cittadino, Paolo Persico.

Nella lettera, il sindaco di Castellammare ribadisce il suo «no» alla ricandidatura nelle prossime amministrative di marzo e ne spiega le ragioni: «Una parte del Pd mi ha vissuto come nemico per cinque anni». Vozza sottolinea poi le gravi emergenze che Castellammare sta vivendo, sottolineando che le divisioni che portarono nel 2005 un centrosinistra spaccato alle elezioni non sono mai state sanate e lancia un appello al partito di maggioranza relativa a costruire una coalizione unita per la prossima tornata elettorale. «Leggo dalla stampa – scrive Vozza – del dibattito interno al Partito Democratico sulla candidatura a sindaco per le imminenti elezioni amministrative. Ancora una volta devo prendere atto che siamo di fronte a una discussione falsa e capziosa: si salta completamente il tema del giudizio su quest’esperienza amministrativa e si ragiona su come uscirne fuori, pur essendo stati la forza di maggioranza relativa della coalizione. Il punto centrale appare essere come cacciare o salvare questo sindaco. Vi ringrazio per le parole che avete speso su di me, ma mi trovo costretto ancora una volta a ribadire che non ho mai chiesto al Partito Democratico di discutere il mio nome, avendo più volte ribadito la mia indisponibilità alla ricandidatura». Nei prossimi giorni, ricorda ancora Vozza, si conosceranno gli esiti del lavoro della Commissione d’Accesso al Comune, inviata dal Governo in seguito alle indagini sull’omicidio del consigliere Luigi Tommasino eseguito da un giovane legato al clan dei D’Alessandro, per giunta iscritto al Pd di Castellammare di Stabia. Vozza giudica tutto questo come una sorta di «opportunità » che ha avuto l’amministrazione comunale di essere passata «sotto la lente d’ingrandimento» ma ha anche «svelato agli occhi dei cittadini la debolezza della politica di fronte alle infiltrazioni della camorra» ma, aggiunge il sindaco di Castellammare ciò che è mancato è stato «uno scatto in avanti nel modo di fare politica». E, a tal proposito ricorda che «le crisi di Fincantieri e Avis, in primis, stanno determinando tensioni sociali altissime e il rischio sempre più concreto che la camorra possa rafforzarsi sfruttando la debolezza del tessuto economico e sociale» Partendo dalle numerose bocciature subite in consiglio regionale, Vozza conclude esortando il partito aevitare di «continuare a dibattere sull’inesistente ipotesi della mia ricandidatura, il Pd metta in campo una proposta che unisca la coalizione, a partire dai moderati, per presentare agli elettori una valida squadra e programma di governo per i prossimi cinque anni. Il problema non è l’appoggio a me ma l’idea stessa che il Pd ha del futuro di questa città e del centrosinistra».

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