AGGUATO FALLITO – Gli scissionisti dello storico clan Falanga di Torre del Greco sparano contro la finestra del boss. Sono stati arrestati dalla polizia poche ore dopo, grazier alla denuncia della figlia

TORRE DEL GRECO  – Un agguato di camorra che per poco non è diventato una carneficina. Un segnale, un messaggio al reggente dello storico clan in disgrazia dopo la scissione di alcuni fedelissimi.

 “Filippo, affacciati”. Quattro persone hanno gridato sotto la finestra di Filippo Cuomo, nipote del boss Gaetano Di Gioia, ucciso il 31 maggio scorso in un agguato di camorra a piazza Santa Croce. Dalla finestra, si è affacciata la figlia del pregiudicato, ritenuto, assieme ad Isidoro Di Gioia, tra gli esponenti più pericolosi della colonna storica del clan Falanga. La ragazza che ha riconosciuto i quattro uomini in strada, si è accorta che almeno uno di loro era armato di fucile. Si è immediatamente ritirata in casa, ma dal marciapiede sono partiti comunque diversi colpi che hanno danneggiato gli infissi. Filippo era in casa ma il raid è fallito. Dopo qualche ora, la vicenda è stata segnalata agli agenti del commissariato di Torre del Greco, ai quali la donna ha spiegato la dinamica del raid e i presunti autori. In nottata sono scattate le perquisizioni domiciliari in casa di Salvatore Mercedulo, Francesco Accardo, Francesco De Blasio e Antonio Gaiezza, tutti pregiudicati e ritenuti componenti del gruppo degli scissionisti dello storico clan Falanga leader egemone della malavita nella città dei Coralli. I quattro sono stati sottoposti all’esame dello stube e poi arrestati in base ad un decreto di fermo firmato dal sostituto procuratore della dda, con l’accusa di detenzione di armi e danneggiamento.

L’Ora Vesuviana on-line

redazione@loravesuviana.it

Annunci