VIGILI CORROTTI – Gli uomini del generale Sementa, arrestano due colleghi mentre percepivano tangenti da un giovane ucraino

Gli agenti della polizia municipale, su ordine del comandante, generale Luigi Sementa, hanno arrestato in flagranza di reato e tradotto al carcere di Poggioreale due appartenenti al Corpo, resisi responsabili in concorso tra loro di concussione.

Ieri sera, in seguito ad un’attenta attività d’ indagine condotta dagli uomini del comandante Sementa, sono stati tratti in arresto C. R., 53 anni, e F. S. , 57 anni, entrambi assistenti capo in servizio presso l’unità operativa “Stella”. L’arresto dei due è avvenuto in seguito alla denuncia pervenuta al comando della Polizia Municipale, da parte di un giovane cittadino ucraino regolarmente residente in Italia, il quale ha raccontato che, mentre circolava a bordo della propria auto in viale Colli Aminei, alle 16,30 circa, era stato fermato dai due caschi bianchi per un controllo di polizia stradale. I due agenti, che avevano contestato all’automobilista la mancata traduzione in italiano della patente di guida estera (infrazione per la quale è prevista una semplice sanzione amministrativa di 78 euro e nessuna sanzione accessoria), avevano richiesto al giovane extracomunitario una somma di 100 euro al fine di evitargli il sequestro del veicolo. L’appuntamento per la consegna del denaro era stato fissato per un’ora dopo all’incrocio tra viale Colli Aminei e via Nicolardi. Consegna che è effettivamente avvenuta nell’ora e nel posto indicato ma, all’appuntamento, erano presente anche altri agenti di polizia municipale che, raccolta la denuncia, si erano posizionati poco distante dal luogo dell’incontro in maniera tale da poter assistere, senza essere notati, al passaggio del denaro. Al momento della consegna dei soldi, due banconote da 50 euro ciascuna precedentemente contrassegnate e fotocopiate, la polizia municipale è intervenuta bloccando i due vigili, che venivano arrestati. Da successive indagini è stato accertato il coinvolgimento di entrambi nella vicenda. Per uno di essi si tratta di reiterazione del reato, già nel 1996 infatti, F. S. era stato arrestato per un episodio analogo; fu sospeso e poi reintegrato in servizio.

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