OMICIDIO DEL SORBO – Si attende l’esame autoptico. Non è scartata la pista del regolamento di camorra, ma i carabinieri indagano a 360 gradi

BOSCOREALE – Si tratta di un omicidio di camorra o di un regolamento di conti per fatti personali, magari legati alla pratica (frequente da queste parti) dei soldi presi ad usura. Oggi pomeriggio o al massimo domani mattina, si avranno gli esiti dell’esame autoptico del corpo di Gennaro Del Sorbo, l’imprenditore trovato morto nella sua azienda, con la testa decapitata. Ventiquattro ore dopo, la tesi dell’Antimafia barcolla. Anzi, rischia di crollare davanti alle relazioni dei medici legali che ieri hanno effettuato l’autopsia sul cadavere di Gerardo Del Sorbo. In attesa della relazione ufficiale, i tecnici incaricati dalla procura di Torre Annunziata hanno messo in discussione persino la decapitazione volontaria dell’imprenditore di Boscotrecase. Cioè è possibile che gli assassini non abbiano mutilato il corpo, straziato invece dagli animali che avrebbero infierito sul cadavere nelle 30 ore durante le quali è rimasto steso sull’asfalto nel cortile dell’azienda. E c’è un altro particolare che mette in discussione il teorema della vendetta della camorra, ed è quel piccolo calibro utilizzato per ammazzare Gerardo Del Sorbo. Una pistola che non è generalmente diffusa negli ambienti della criminalità organizzata vesuviana.

Prima di ricominciare tutto da capo, tuttavia, i magistrati hanno deciso di vederci chiaro e fino in fondo, e per il momento non c’è l’intenzione di tralasciare la pista che conduce ai clan dell’area boschese. E’ certo, però, che nelle ultime 16 ore, sono state rispolverate quelle che portano invece all’usura legata magari a strozzini “indipendenti”, al delitto passionale e, a questo punto, anche alla rapina. Dopo due ore di analisi attenta e di esami tecnici-scientifici nell’obitorio del Secondo Policlinico di Napoli, i medici Francesco Paciolla e Bruno della Pietra hanno chiuso il proprio lavoro fatto di certezze e di dubbi che forse resteranno tali ancora per molto. La prima certezza: Gerardo Del Sorbo è stato ucciso con un colpo esploso da una pistola di piccolo calibro. Il proiettile, esploso con ogni probabilità da distanza ravvicinata, ha trapassato il cuore e si è conficcato nella colonna vertebrale. Ci sono poche cose (per ora) certe: dopo l’uccisione, il killer (o i killer) hanno colpito la vittima al cranio ripetutamente, utilizzando qualcosa di molto pesante e quasi certamente di ferro. Le fratture sul cranio sono il segno che chi ha sparato forse voleva essere certo di aver ammazzato l’uomo. Altra certezza: la morte dell’imprenditore risalirebbe a 24 o 36 ore prima del ritrovamento. E qui, invece iniziano i dubbi. Un altro particolare orrendo,  che però potrebbe diventare centrale nel prosieguo delle indagini è che il corpo è stato comunque seviziato dagli animali randagi e dai roditori presenti nella campagna luogo dell’omicidio. I medici legali, infatti, hanno accertato che parte del corpo (collo e braccia) e alcuni organi interni, dal cuore ai polmoni, fino a parte dello stomaco, sono stati rosicchiati nelle ore in cui il cadavere è rimasto in campagna.

Sono i magistrati della Dda di Napoli (Pierpaolo Filippelli e Claudio Siragusa ) a indagare sull’omicidio di Gerardo Del Sorbo, 44 anni, il cui cadavere decapitato è stato rinvenuto mercoledì scorso nel cortile di una ditta a Boscoreale, nel Napoletano. Sono alcuni elementi trovati sulla scena del delitto che hanno indotto gli inquirenti a privilegiare infatti la pista dell’omicidio di matrice camorristica. Sul cadavere dell’imprenditore – titolare di una piccola azienda attiva nel settore del legno -, a quanto si è appreso, é stata trovata una moneta da un euro; inoltre il suo cagnolino é stato trovato annegato in una pozza d’acqua poco distante e, particolare ancora più macabro, il cuore dell’uomo sarebbe stato dato in pasto ai cani da guardia che erano nel cortile della ditta.

l’Ora Vesuviana on-line

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