OPERAZIONE RESTYLING – Il Teatro di San Carlo mira a diventare il miglior teatro d’Europa. Si apre “La Clemenza di Tito” di Mozart, diretta da Jeffrey Tate

NAPOLI – Operazione restyling. E poi, rilancio e marketing studiato per portare il Massimo napoletano ai suoi antichi splendori, al punto di farlo competere con la Scala.

«È sempre stato il più bello, ora è più contemporaneo e competitivo» dice il presidente della Regione Campania Antonio Bassolino presentando il restauro chiuso in tempi record del massimo napoletano che domani sera, 27 gennaio, apre la stagione teatrale con la prima de ‘La Clemenza di Titò di Mozart, diretta da Jeffrey Tate, per la regia di Luca Ronconi. Tra i fiori all’occhiello del nuovo massimo napoletano, c’è la trasformazione dell’ex falegnameria del teatro, nell’ambito di un’area di 3.000 metri quadrati, in più sale prove capaci di ospitare diverse centinaia di artisti oltre ad altri ambienti tra cui un enorme deposito per gli strumenti musicali. Il complesso viene restituito al pubblico rinnovato nei suoi stucchi, splendenti di rinnovata doratura, nei suoi velluti che ritornano nel rosso fiammante scelto nel 1844 da Ferdinando II Borbone, nelle allegorie rigenerate del velario, l’immensa canapa dipinta che domina interamente la platea, riportata alla delicatezza delle sue tinte pastello con cinquemila microiniezioni di colore, nell’elegante funzionalità del nuovo ridotto ricavato sotto la platea dove prima non esisteva nulla. La tecnologia trova sfogo poi nel nuovo palcoscenico dotato di strumenti avveniristici, con due nuove sale prova che occupano un’area di quattromila metri quadrati e un nuovo impianto di climatizzazione definito «più silezioso di un ventaglio» che soffia aria, calda e fresca, a meno di 20 decibel.

L’Ora Vesuviana on-line

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