EFFETTO BORBONE – A Napoli si riuniscono i “membri” del Parlamento delle Due Sicilie

Bandiere, simboli e vessilli del regno dei Borbone sono tornati a sventolare oggi al Maschio Angioino di Napoli, antica città capitale del parlamento delle Due Sicilie. A 150 anni dalla fine del regno, 100 meridionali si sono ritrovati per dare nuovamente vita al parlamento delle Due Sicilie, un´assemblea itinerante che, dopo Napoli, farà tappa nell´isola siciliana.

Non è una “trovata goliardica” figlia di un sentimento di nostalgia del passato, ma un´iniziativa storico-culturale per tracciare un “bilancio” da cui “far partire una proposta concreta su ciò che si può fare per il Sud” dice Gennaro De Crescenzo, presidente del Movimento Neoborbonico che ha radunato tutti a Napoli. “Nessuna nostalgia, ma orgoglio del passato – precisa -. Come Mezzogiorno siamo sempre più fuori dalle discussioni nazionali e in prospettiva lo saremo anche di più”. Obiettivo del ricostituito parlamento, formare classi dirigenti che sappiamo interloquire con le istituzioni locali, nazionali e sovranazionali. Perché, fanno sapere, dal 1860 a oggi il Mezzogiorno non ha avuto una classe dirigente adeguata. Così, per esempio, rispettando le leggi della Repubblica italiana, il parlamento avrà il compito di stimolare il dibattito sulla questione meridionale. Tra le sedie dei relatori, anche un posto vuoto con l´effigie del regno. “E´ il posto del re – spiega Vincenzo Gulì, vicepresidente del movimento -. Non c´é più il francese alle porte che spinge per entrare ma un nemico c´é: è il federalismo. Basta vedere da dove arriva per capirlo”. Nel corso della prima riunione del parlamento del Sud, sono stati individuati i nomi di tutti i delegati e formate commissioni di lavoro o ministeri, in base alle categorie di appartenenza così come indicate dalle definizioni borboniche. “L´idea di fondo è di ricreare un´agorà – ha concluso Peppe Genovese, che l´assemblea ha indicato come presidente del parlamento del Sud – uno spazio dove poter dialogare che non sia necessariamente politico”.

L’Ora Vesuviana on-line

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