ACQUE NOSTRE – Tra privatizzazioni, caro bolletta e sospensione del servizio per i “soliti” guasti: le denunce del Comitato cittadino di San Giorgio a Cremano

SAN GIORGIO A CREMANO – Il Comitato Cittadino di San Giorgio a Cremano denuncia, dopo l’ennesimo guasto alle adduttrici principali, i risultati di una gestione disastrosa della risorsa idrica, a tutto danno dei cittadini vesuviani.

Dalla tarda mattinata di ieri scorreva un fiume d’acqua su via Dalbono, per la rottura della condotta regionale DN600, eppure né la Regione,  la Gori né il sindaco né altri hanno avvisato in tempo  gli utenti della mancanza d’acqua nelle nostre case, affinché predisponessimo le opportune scorte d’acqua.. Anche questa volta faranno lo scaricabarile Regione, Enti e Gori SpA?  Ma quanto è bella la privatizzazione! L’acqua della Campania è affidata ai privati sin dalla sua adduzione grazie all’affidamento dato ad Acquacampania SpA (che vede al suo interno Eni SpA, Italgas,SIBA SpA,VIANINI SpA,IMPREGILO I.I. n.y.,Caltagirone,ecc.) e in area vesuviano-sarnese (ATO3) l’acqua dei 76 Comuni viene gestita dalla Gori SpA, che vede al suo interno due grandi multinazionali: Acea SpA e Suez SpA, oltre a tante imprese private. Il costo delle riparazioni a seguito delle continue rotture delle condotte idriche regionali è altissimo, lo ha affermato l’assessore regionale Ganapini ed i tecnici da lui incaricati, per di più negli ultimi dieci anni le rotture si sono verificate sempre negli stessi punti, evidenziando che la mano d’opera è scadente e il personale non qualificato. Per 26 riparazioni alla DN1300 sono state incaricate 26 ditte esterne diverse, significato esternalizzazione, per di più le ditte sono state individuate in procedura d’urgenza e quindi senza gara d’appalto e  intanto i cittadini stanno bevendo da anni acqua in deroga per quanto riguarda il fluoro.

Comitato Civico San Giorgio a Cremano

redazione@loravesuviana.it

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