VESUVIO COLUMBIANO – Sgominata una holding dedita al traffico i8nternazionale di droga e smantellati diversi clan di camorra. In arresto anche uno psichiatra le cui perizie hanno permesso al capoclan di farla franca

Il prof. Adolfo Ferraro, ex direttore dell'ospedale psichiatrico di Aversa

Dalla Provincia al “grande impero” passando per le rotte illegali di droga, camorra e armi. Un sequestro di droga degno dei cartelli colombiani.  Ottocento chili passati dalle mani dei potenti narcos vesuviani (i Gallo e i Limelli-Vangone di Torre Annunziata) a quelli dei carabinieri e delle fiamme gialle. Ma non solo sequestri di coca e hashish.

Anche arresti: un vero e proprio scacco ai clan di Napoli e Torre Annunziata. Tra gli arrestati anche un nome «eccellente»: è quello di Adolfo Ferraro, ex direttore dell’ospedale psichiatrico giudiziario di Aversa e autore di numerose pubblicazioni. Un luminare che con le sue perizie (è accusato di favoreggiamento) consentiva al capoclan Giuseppe Gallo di farla franca, un po’ come succedeva negli anni ’80 quando a afarla franca, grazie alle perizie compiacenti dei medici era il “professore” Raffaele Cutolo. E grazie alle sue perizie fasulle sulle sue capacità mentali, Gallo era riuscito a ottenere una pensione di 699 euro al mese. L’operazione congiunta dei finanzieri del comando provinciale e del Ros dei carabinieri ha portato all’esecuzione di 86 ordinanze di custodia cautelare, con decine di perquisizioni e sequestro di beni nei confronti di un clan camorristico della zona vesuviana dedito al traffico internazionale di sostanze stupefacenti, nonché ad estorsioni, anche attraverso l’uso delle armi. La magistratura ha disposto nei confronti dei componenti del clan il sequestro di beni mobili, immobili e disponibilità bancarie per un valore complessivo di oltre 65 milioni di euro. I provvedimenti giudiziari sono stati emessi dal gip di Napoli a seguito di indagini svolte anche con intercettazioni telefoniche ed ambientali, coordinate dalla Direzione Distrettuale Antimafia, nel corso delle quali sono stati sequestrati 737 chilogrammi di cocaina, 27 di hashish e 62 di marijuana. Le fiamme gialle partenopee hanno anche ricostruito tutti i canali utilizzati dall’organizzazione per riciclare i proventi dei traffici illeciti, nonchè accertato la corruzione di due impiegati del Tribunale di Torre Annunziata che sottraevano fascicoli processuali, e dello psichiatra Ferraro. Tra gli arrestati anche un direttore di banca di Torre Annunziata che aiutava i clan nelle operazioni finanziarie. Beni per un valore complessivo di circa 900 mila euro sono stati sequestrati dagli agenti della Divisione Anticrimine, Sezione Misure di Prevenzione Patrimoniali della Questura di Napoli, su disposizione della Sezione per l’applicazione Misure di Prevenzione del Tribunale a Franco Mazzarella, esponente di spicco dell’omonimo clan camorristico, figlio del boss Ciro Mazzarella, e ad Antonio Muscerino, ritenuto appartenente al clan Contini. In particolare, la polizia ha posto i sigilli ad una azienda per la produzione di ceramiche di cui risulta proprietaria la moglie di Mazzarella, nonchè a due appartamenti intestati a Muscerino. Il sequestro dei beni è stato disposto dalla magistratura a conclusione di indagini svolte dalla Sezione Misure di Prevenzione della Questura, in collaborazione con gli agenti del Commissariato Vasto-Arenaccia.

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