A VOLTE RITORNANO – Un altro Gava in politica. Alle Regionali col Pdl corre Angelo Gava il figlio di “don Tonino”

La dinastia dei Gava. Da Castellammare di Stabia alla scalata al potere. I ministeri romani, le auto blu, le acuse di connivenza con la camorra e un appellativo, quello usato per “don Antonio”, non certo dei più edificanti. Oggi, dopo la “riabilitazione” per le vicende giudiziarie che negli anni l’hanno visto protagonista, un altro Gava torna sulla scena politica. Non è Antonio, per carità, ma suo figlio. In principio era Silvio, il giovane avvocato sfollato da Vittorio Veneto durante la Grande Guerra e approdato a Castellammare di Stabia. Fu ministro del Tesoro e di Grazia e Giustizia. L’eredità politica dei Gava passò al figlio Antonio, anch’egli più volte ministro, prima di essere costretto a farsi da parte dalle precarie condizioni di salute e dalla inchieste giudiziare che sarebbero sfociate nella piena riabilitazione del leader dei Dorotei, corrente fortissima nella Democrazia Cristiana. Ora, un anno e mezzo dopo la scomparsa di quest’ultimo, è il figlio Angelo a continuare la tradizione di famiglia. Il percorso dal nonno al nipote viene riprodotto come leitmotiv sul grande manifesto elettorale (6 metri per 3) di Gava junior che, spinto dal ministro Gianfranco Rotondi, tenterà di approdare in consiglio regionale col Pdl. Compirà 51 anni nel prossimo mese di marzo, è laureato in giurisprudenza, e, dopo aver lavorato in società di global service, attualmente è dirigente dell’Enel. Per la serie: a volte ritornano.

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