LA CAMORRA A CARTOON – “Carriera criminale di Clelia C.” Storie di malavita a fumetti: scippi, agguati e sparatorie. La camorra in ballon. E’ l’immaginario di Luigi Bernardi riconsegnato in vignette dalle tavole di Grazia Lobaccaro (di Adele Brunetti da http://www.repubblica.it)

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“La prima volta avevo tredici anni… Il mio primo omicidio”. Delitti e funerali declinano l’evolversi di “Carriera Criminale di Clelia C. — L’ascesa” (Edizioni BD), cronaca a fumetti di una storia di camorra al femminile sullo sfondo di una Napoli marcia, dove i guappi “crescono come erba cattiva” e fare soldi “è facile, così come perderli”.

clelio c.Dietro le parole della scaltra protagonista, figlia di un influente avvocato della malavita, si cela l’immaginario di Luigi Bernardi riconsegnato in vignette dalle tavole di Grazia Lobaccaro. E’ il 1981, la città è scossa: il terremoto di un anno prima ha lasciato ampie ferite ed è in atto l’assalto agli appalti della ricostruzione, il rapimento Cirillo, le guerre fra la Nuova Camorra Organizzata di Cutolo e la Nuova Famiglia. Una ragazzina, avvelenata di rabbia e vendetta, si impadronisce delle logiche dell’illegalità con estrema determinazione. Porta il nome di “Clelia Conti de “La certosa di Parma” di Stendhal, una figura che mi ha sempre affascinato — spiega l’autore — ma nelle sfumature biografiche nasconde l’efferatezza delle camorriste che hanno conseguito una certa notorietà fra la fine degli anni Novanta e l’i nizio del decennio attuale”. Oltre alle sparatorie e ai morti ammazzati, “emergono il continuo interscambio fra economia criminale ed economia “pulita”, i capovolgimenti di fronte, i mercati borsistici e immobiliari e l’i nfiltrazione del denaro “sporco” nella quotidianità. E la mia convinzione che questa metastasi sia ormai incurabile”. Un universo spietato, autodistruttivo, privo di riferimenti sociali che confonde l’amore all’arrivismo e fa dell’assassinio una risorsa abusata: “È la realtà camorrista ad essere così, un’illusione fondata sulla disillusione”, evidenzia Bernardi, “penna” di molti saggi sulle connessioni tra delinquenza e società. La graphic novel è stata presentata alla Fnac (via Luca Giordano 59, ore 18) in attesa del seguito: “”Il trionfo” che ritrova il personaggio nel punto in cui il primo libro si arresta, il 1997, per rincorrerlo fino al 2020. La pubblicazione è prevista per maggio 2010, in occasione del “Comicon””. E se l’intreccio “non fa sconti al lettore”, le forme tracciate da Grazia Lobaccaro aiutano a cogliere l’essenza di Napoli, abbozzata con tocchi delicati e fissata nelle tipicità attraverso una lente discreta, al di là dei classici stereotipi. “Ne ho ricostruito gli aspetti visitandola spesso, soffermandomi soprattutto sulle zone centrali e su quelle più “difficili” — commenta la disegnatrice — . E alle suggestioni rubate agli amici del luogo ho mischiato, senza rendermene conto, le impressioni legate alle origini pugliesi della mia famiglia. Probabilmente nella “mia” Napoli si intravedono la durezza di Bari Vecchia e le caratteristiche dei vicoli comuni a tanti paesi del sud Italia”.

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