STORIE MALEDETTE – Don Giuseppe Romano, il confessore della famiglia Cutolo, trucidato come un boss. Il mistero della morte

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OTTAVIANO – Ci sta un pezzo di cronaca nera che diventa mistero. Era una domenica il 6 gennaio 1986, l’Epifania. Don Giuseppe Romano, parroco della piccola chiesa di San Giorgio a Somma Vesuviana, come ogni domenica, era pronto a celebrare la prima funzione della giornata. Uscì da casa e iniziò a percorrere i pochi metri che lo separavano dalla sua vettura. Non si accorse dei due uomini che lo seguivano. La pioggia di fuoco lo investì appena aprì lo sportello della sua Golf.

Raggiunto da sei proiettili, di cui uno nel polmone, don Giuseppe, però, sopravvisse. Ricoverato al Cardarelli fu sottoposto a un delicato intervento e sembrò recuperare velocemente le forze al punto da ridere e scherzare con chi andò a trovarlo. Poi l’improvviso peggioramento che due giorni dopo lo portò nella tomba. A questo punto sarebbe logico aspettarsi un’ondata d’indignazione popolare, le dichiarazioni bellicose della classe politica, la macchina rosetta cutolorepressiva dello Stato funzionare a pieno regime. Sarebbe logico perché uccidere un prete, è qualcosa che scuote anche gli animi più indolenti, perché è un atto di barbarie inaudita, perché è un pugno in faccia alla società. Eppure non accadde nulla. L’omicidio finì lentamente nell’oblio e di esso si persero le tracce. Perché? Perché don Giuseppe non era un prete anticamorra, non era nemmeno un prete comune. Don Giuseppe Romano era, infatti, il religioso della famiglia Cutolo. Nella sua chiesa Raffaele Cutolo, il futuro capo della NCO, lo assistette alle funzioni religiose come chierichetto. Grazie al suo aiuto, Rosetta Cutolo, la sorella di “o’ professore” riuscì, per anni, a rimanere latitante. Fu a lui che i fratelli Cutolo svelarono, nel segreto della confessione, i numerosi misteri della NCO. Segreti che, dopo la scomparsa dell’organizzazione, qualcuno, forse temette potessero essere svelati ai magistrati da un parroco di campagna.

Luigi Sabino

redazione@loravesuviana.it

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