L’IMPRENDITORIA DEL CORALLO – L’appello degli imprenditori per rilanciare “l’oro rosso” di Torre del Greco

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TORRE DEL GRECO – Città del corallo, delle accuse e della crisi. “Ci stiamo difendendo dagli attacchi di lobbies che vogliono mettere in ginocchio il nostro settore. Ma non ce ne stiamo con le mani in mano: tuteleremo il corallo e i suoi produttori”.

Così Mauro Ascione, rappresentante Assocoral, intervenuto a Corto Circuito, la trasmissione di approfondimento di Metropolis Tv la televisione del network diretto da Giuseppe Del Gaudio. Ospite in studio con il giornalista Mimmo Torrese e con il professor Gianni Russo, docente dell’Unviversità Parthenope. Proprio il docente universitario ha fatto chiarezza di alcune tesi scientifiche che gli americani con l’appoggio dell’Unione Europea stanno portando a sostegno della tesi che vorrebbe il corallo inserito nella categoria Cites: quindi protetto e non commercializzato. “Non c’è alcun fondamento scientifico – ha spiegato il professore universitario – alla teoria americana. Recentemente, nel workshop organizzato a Napoli, abbiamo proprio discusso e chiarito che in questo momento il corallo di cui parliamo non è una specie in via d’estinzione. Parlare di barriere coralline è un conto, parlare di quello che lavorano gli orafi è altro. Inserire tutte le specie di corallo tra quelle da proteggere sarebbe una risposta esagerata”. Una tradizione che ha fatto la storia di Torre del Greco quella del corallo: “Ricordo quando spesso nelle strade si sentiva il rumore degli attrezzi casalinghi di chi lavorava a casa i pezzi. Oggi sono di meno, ma è stata una tradizione importante e che ha dato il senso ad una comunità” ha dichiarato Mimmo Torrese, profondo conoscitore della realtà cittadina. Una querelle, quella contro gli americani, che vede dalla stessa parte una categoria non sempre unita: “Una vera e propria iattura” secondo Gino Di Luca, presidente del consorzio Oromare intervistato durante la trasmissione. “Se gli americani vogliono fare davvero qualcosa per il corallo – ha dichiarato Nello Orpello, artigiano orafo – lo facciano contro l’inquinamento. Non contro il corallo”. Ascione non si da per vinto: “Abbiamo l’appoggio del ministro Frattini e della Prestigiacomo – ha dichiarato l’imprenditore – e vogliamo che gli Stati Uniti tengano conto delle nostre posizioni che hanno una validissima base scientifica. E’ una sfida delicata, contro la quale ci siamo già battuti. Ora speriamo di avere anche l’appoggio del mondo politico. Torre del Greco non deve subire un altro smacco”. Partita rinviata, dunque, al confronto che si avrà a breve tra le delegazioni americana, europea e quella italiana. (http://www.metropolisweb.it)

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