SCONTRI IN CONSIGLIO – Il presidente allontana Salvatore Grillo, il Pd si ricompatta. “Siamo di fronte ad una deriva anti-demogratica”, tuona l’opposizione

 

quando D'Ambrosio siedeva nell'opposizione

quando D'Ambrosio siedeva nell'opposizione

 

CERCOLA – “Siamo di fronte ad una deriva anti- democratica”. È  il grido di rabbia dei consiglieri comunali di minoranza  subito dopo aver abbandonato la seduta del civico consesso ieri sera. La scelta di desertare l’ aula consiliare è stata un atto di solidarietà nei confronti del collega Salvatore Grillo, espulso dall’ aula  dal presidente del consiglio comunale Giuseppe D’ Ambrosio.

Un gesto clamoroso e, secondo l’ opposizione, immotivato, dal momento che Grillo stava semplicemente espletando il suo ruolo di consigliere d’ opposizione. Fin da inizio seduta la tensione era così palpabile che la si poteva tagliare con un coltello. L’ opposizione ha subito preso la parola. Luigi Di Dato ed Eugenio Esposito hanno reso noto di aver formato un gruppo consiliare misto ed Esposito ha annunciato la sua appartenenza al partito di Rifondazione Comunista dopo lo scioglimento di Sinistra Arcobaleno. Poi la parola è passata a Salvatore Grillo che ha rimproverato  il presidente D’ Ambrosio per  aver permesso il rinvio di un punto all’ ordine del giorno (il regolamento del centro sociale Edil Futura) e per non aver accolto la richiesta di inserire la voce “problematiche del personale e varie” tra gli argomenti di discussione. D’ Ambrosio ha risposto che “l’ argomento era stato già sviscerato nell’ ultimo consiglio comunale e che tale richiesta era giunta priva della dovuta documentazione”. “Abbiamo toccato il fondo della democrazia. Vi è un chiaro tentativo di imbavagliare l’ opposizione”  ha tuonato Grillo ed ha così continuato rivolto a D’ Ambrosio “Il presidente è una figura super- partes e tu non lo sei. Non prendi mai le difese dei consiglieri di minoranza. Sei  solo il presidente della maggioranza. Mi aspettavo da te una menzione circa  l’ aggressione che ho subito  dalla controparte all’ ultimo consiglio comunale”. D’ Ambrosio ha negato l’ aggressione ed ha invitato il consigliere a rientrare in argomento. Grillo non lo ha fatto ed è giunto il cartellino rosso. Il consigliere Pd è uscito fuori tra le urla e gli strepiti dei  suoi colleghi di partito. “ Cerco di avere una posizione di equilibrio e di rispetto verso il regolamento. Non c’era nulla di politico nella parole di Grillo ma solo attacchi di natura personale alla mia dignità”. Con queste parole  D’ Ambrosio ha giustificato l’ allontanamento di Grillo. Per una volta le due ale del partito democratico, ex ds ed ex Margherita, che a Cercola non si sono mai amalgamate,  hanno agito compatte.  Così, dopo Grillo e Vincenzo Barone, hanno abbandonato la seduta anche Riccardo Meandro e Vincenzo Fiengo, a cui è seguito Eugenio Esposito. In aula a fare opposizione  è rimasto Luigi Di Dato. Antichi dissapori legano il Pd a Giuseppe D’ Ambrosio, in quota alla lista civica “Cercola Città” e con un passato (ed un presente?) da socialista. Il partito non gli ha mai perdonato l’ alleanza trasversale con l’ amministrazione di centro-destra.

Ilaria Campanile

redazione@loravesuviana.it

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